Calcio

Catania-Melfi 0-2, top e flop: è la “vergogna rossazzurra”

foto: Pianeta Catania
foto: Pianeta Catania
5 mar 2017 - 16:39

CATANIA – Dopo il match del “Massimino” contro il Melfi, la nostra redazione attribuisce i voti ai calciatori rossazzurri, evidenziandone top e flop.

I TOP

Pisseri 6,5: Come al solito, la sua partita è ottima. Sul goal non può nulla, anzi, era già riuscito a salvare lo 0-0 due volte nella stessa azione con due parate straordinarie, a porta vuota non ci arriva. Anche nella ripresa salva il risultato su Marano. Grazie a lui la partita non finisce peggio di 0-2.

Di Grazia 6: entra in campo in maniera propositiva, Gragnaniello al 59′ gli nega il pareggio con una grande parata. Si muove bene sulla fascia, senza però riuscire a trovare il guizzo giusto.

IL FLOP

Bucolo 4: il suo numero di maglia racchiude la sua prestazione, pessima. Non dà manforte a centrocampo ed è visibilmente in difficoltà. Una delle sue partite peggiori senza riuscire a contrastare gli avversari e compiere un passaggio. Fin qui sembra dimostrarsi un calciatore discontinuo sul quale non si può fare affidamento.

Tutti gli altri sono pienamente sotto la sufficienza. Serviva più grinta e soprattutto gioco, idee e concretezza. Cose che sono mancate a pieno. Partita persa in maniera improponibile.

Parisi 4,5, Bergamelli 5, Marchese 5, Djordjevic 5; Biagianti 4,5, Fornito 4,5; Russotto 5; Pozzebon 5, Tavares 5; Barisic 5, Mazzarani 5.

L’ALLENATORE

Mario Petrone 4,5: Il Catania non sembra avere le giuste motivazioni fin dall’inizio della gara, in quanto i calciatori scendono in campo troppo molli e senza iniziativa. Il Melfi prende le misure ad un centrocampo troppo sfilacciato e pian piano guadagna metri, senza che i rossazzurri riescano a dire la propria. Male l’atteggiamento nel primo tempo, senza idee e gara simile a quella contro il Taranto. Nella ripresa Petrone si gioca le carte Barisic e Di Grazia, si accentuano segnali di ripresa ma nemmeno i cinque attaccanti in campo al Massimino riescono a piegare il Melfi. La reazione non è certo quella vista a Messina, c’è maggiore intensità ma senza idee e tanta confusione. Petrone ha la colpa di aver ridotto al minimo sindacale il centrocampo inserendo troppi attaccanti che hanno reso la squadra squilibrata. Rari segnali di vita: perdere con l’ultima in classifica, così, fa malissimo. Brutta partita su tutti i piani: tattico, mentale e chi più ne ha più ne metta.

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Gabriele Paratore



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