Calcio

Catania, il lavoro di Rigoli tra fattori positivi, controversie e statistiche

rigoli
8 nov 2016 - 09:18

CATANIA - Cosa si può dire in merito a Pino Rigoli?

È questa la domanda che ci siamo posti dopo aver visto la partita di Foggia, terminata sullo 0-0, e in particolar modo analizzando quelle che sono le prestazioni del Catania da inizio campionato fino a domenica scorsa. La domanda è sorta spontanea poiché non tutti i tifosi rossazzurri sono convinti del gioco che il Catania cerca di esprimere in campo e, viste le pretese che si hanno, non riescono ad accettare i movimenti, i passaggi, l’asse offensivo, il movimento palla e tutto quello che i calciatori etnei mettono in campo per guadagnare punti in classifica.

Sono passate “solo” 12 partite di campionato, abbiamo superato la prima metà del girone d’andata e alcuni giudizi possiamo darli, frammentando il lavoro di Rigoli nei tre settori di gioco: difesa, centrocampo e attacco. In più anche un settore dedicato ad alcune statistiche del Catania fino a questo momento. Forniamo anche dei voti.

DIFESA 7,5 - Pisseri in porta è sempre provvidenziale, riesce a dare sicurezza a quello che fondamentalmente è il suo reparto, quello difensivo. Sulla retroguardia rossazzurra c’è veramente poco da criticare: il Catania ha subito appena 7 gol ed è, insieme con Viterbese e Pisa, la miglior difesa di tutti i massimi tornei professionistici in Italia, anche meglio della Juventus capolista che di gol ne ha presi 9. La difesa con cui Rigoli era partito veniva formata da Nava a sinistra, Djordjevic a destra e Gil con Bastrini come coppia centrale. Poi subentra Bergamelli ed il numero 4 rossazzurro si rompe. Il brasiliano Gil, o Drausio a voi la scelta, aveva fatto un inizio di campionato disastroso poiché impreciso e fuori tempo. Con il rientro del pilastro difensivo Dario Bergamelli, Gil prende fiducia e inizia a crescere, supportato da un calciatore di netta esperienza che lo guida nei movimenti da fare. Lentamente c’è una crescita che tocca l’apice del successo nella partita contro la Paganese. Ci piace riprendere una sintesi delle pagelle dello scorso 30 ottobre per chiarire il concetto: “merita di essere premiata [...] per la crescita. I tempi dei 4,5 e dei 5 di Gil sembrano lontani anni luce. Adesso il brasiliano è più sicuro e viene sostenuto da Bergamelli: insieme si trovano e si intendono. [...] La mancanza di Bastrini sembra non sentirsi, entrambi danno sicurezza al reparto etneo sostenuti anche da due terzini veramente interessanti quali Di Cecco e Djordjevic. [...] Abbiamo l’impressione che i 4, insieme, funzionino bene. Almeno per ora”. Il Catania ha perso soltanto una partita, contro l’Akragas, e nessuna squadra è riuscita a fare più di un gol agli etnei. In trasferta solo Melfi e Reggina sono riusciti a bucare la porta di Pisseri. Non stiamo contando, però, la sfida di Coppa Italia contro il Messina terminata per 2-0. Per il resto, l’intuizione di Rigoli è stata quella di rilevare Nava e successivamente Parisi dalla fascia sinistra per arretrare Domenico Di Cecco: una scommessa che finora è pienamente vinta dal tecnico ex Akragas poiché “Mimmo” ha fisicità e aggressività (ovviamente nei limiti consentiti). Dà respiro alla manovra e imposta l’azione, fornendo un aiuto importante anche in fase offensiva. Composta, organizzata e compatta: la difesa supera a pieni voti il nostro esame.

CENTROCAMPO 6,5 – Iniziano le varianti: prima Scoppa, poi Silva, dopo ancora Bucolo, Fornito e Barisic. Insomma, Rigoli ha avuto vasta scelta per poi sistemare la linea mediana con Bucolo davanti alla difesa, Biagianti inamovibile e adesso Mazzarani, ultimo arrivato. Il capitano rossazzurro ha giocato praticamente tutte le partite del Catania e ha sempre ripagato con dedizione, costanza e forza di volontà da vero trascinatore. Su di lui Rigoli ha fondato un centrocampo fisico ma che gioca troppo per vie orizzontali. La dinamicità non è l’essenza di questo reparto ma forse, il vero problema, è che quando a questi calciatori termina il carburante i ricambi non siano proprio all’altezza della situazione. Scoppa e Silva sono troppo discontinui, così come Fornito (anche se in ripresa dopo la partita giocata a Foggia): la sorpresa è invece “Saro” Bucolo che silenziosamente e un passo alla volta si è guadagnato il posto da titolare e l’appoggio dei tifosi. A volte si è vista una squadra spaccata in due per assenza di centrocampo, altre invece l’avversario ha trovato delle difficoltà nel superarlo. Si può lavorare ancora e la qualità c’è. Tra l’altro, calciatori come Fornito, Biagianti, Silva e Di Cecco sono già andati in gol. 

ATTACCO 5 - Senza la freschezza di Andrea Di Grazia si farebbe un discorso diverso. L’attaccante scuola rossazzurra è quello che dà più brillantezza ed imprevedibilità al Catania, anche se ultimamente sta trovando delle leggere difficoltà. Dopo il suo ingresso in campo contro la Reggina, Rigoli non lo toglie più ed il numero 23 etneo lo premia con quella fantastica tripletta nel derby contro il Messina. In rialzo invece le quotazioni di Michele Paolucci al centro dell’attacco: partito molto bene con un gol all’esordio, poi si perde poiché il suo lavoro nell’area di rigore avversaria è pressoché poco proficuo. Adesso è tornato al gol, Rigoli prova nuovamente a fidarsi di lui e le sue ultime due prestazioni dimostrano che l’impegno è massimo. Chi invece stecca ancora è Maks Barisic: non basta il gol che salva il Catania dalla disfatta a Melfi per dire che la sua stagione, finora, è positiva. Non riesce ad essere incisivo, a tratti troppo macchinoso con poca visione di gioco e, proprio nell’ultima uscita, il tecnico etneo ha preferito metterlo da parte per avanzare Mazzarani sulla trequarti. Le prestazioni più brutte sono di Calil e Russotto: giocatori irriconoscibili, svogliati e senza idee. Sono rimasti poiché ritenuti validi per il progetto del Catania ma non vogliono svegliarsi e di questo passo, forse, faranno la valigia già nel mese di gennaio. Solo un gol in due, quello di Calil alla Juve Stabia. Nì invece Piscitella. C’è da dire che questo è il reparto che premia meno i rossazzurri, specie in trasferta, appena 2 reti in 6 uscite stagionali. Terzultimo in Italia in compagnia di Prato e Forlì (che ne hanno fatte soltanto una). In questo momento sono loro, gli attaccanti, al centro della polemica: si deve segnare per vincere. 6 degli ultimi 8 gol sono stati realizzati da Di Grazia (4), Paolucci e Barisic  (1). 5 degli ultimi 8, però, in casa. Bisogna migliorare, nettamente. Servono i tre punti in trasferta.

LE STATISTICHE

Campionato: 12^ posto, 4 V, 7 P, 1 S.

In casa: 4 V, 1 P, 1 S.

In trasferta: 5 P.

Gol fatti: 13 (in casa 11, in trasferta 2).

Gol subiti: 7 (in casa 5, in trasferta 2).

Media: 1,08 gol a partita fatto, 0,58 gol a partita subito.

Prime 6 partite: 1 V, 4 P, 1 S (7 punti). 5 gol fatti e 4 subiti.

Ultime 6 partite: 3 V, 3 P (12 punti). 8 gol fatti e 3 subiti.

Tiri in porta: 61.

Tiri in porta degli avversari: 41.

Possesso palla medio del Catania: 45%.

Legni colpiti: 10 (6 traverse e 4 pali, media di 0,8 a partita).

Capocannoniere: Andrea Di Grazia (4).

Rete inviolata: 5 volte su 12.

Ammonizione: 24.

Ammoniti per più volte: Biagianti, Bergamelli e Di Grazia (3).

Espulsioni: 1 (Djordjevic).

Legenda: V=vittoria, P=pareggio, S=sconfitta

Che dire, il lavoro di Rigoli non è da buttare: come in tutte le squadre, però, ci sono pregi e difetti. A voi, ovviamente, i commenti.

Gabriele Paratore



© RIPRODUZIONE RISERVATA