Calcio

Catania, i tifosi chiedono giustizia e si scagliano contro i responsabili

tifosicatania
30 giu 2015 - 13:27

CATANIA - Cresce l’ansia tra i tifosi. Il Catania non conosce ancora il proprio futuro in ambito societario e sportivo. Si troverà una nuova proprietà disposta ad investire con serietà, passione e competenza? Si partirà dal campionato di Lega Pro con o senza punti di penalizzazione? Ma c’è anche chi teme un epilogo peggiore. Dopo tanti anni di calcio vissuti a buoni livelli, la squadra maggiormente rappresentativa della città etnea crea forte preoccupazione al popolo rossoazzurro.

È risaputa la passione dei tifosi per il Catania, la passione di una città che vive di calcio, parlandone quotidianamente. Fino a pochi giorni fa si discuteva dell’operato dirigenziale, del fatto che la coppia Pulvirenti-Cosentino stesse deludendo profondamente le attese, si parlava di calciomercato. Con la speranza di rilanciare le proprie ambizioni nella prossima stagione. Fino ad arrivare alla notizia boom degli arresti domiciliari dei vertici societari e dell’apertura della scottante inchiesta ‘I treni del gol’, con accuse pesanti.

I tifosi hanno risposto con una partecipazione di massa al corteo dell’orgoglio rossoazzurro, dimostrando amore verso la squadra della propria città e condannando fermamente gli autori della compravendita delle partite. In primis l’ormai ex Presidente del Catania Pulvirenti. Basta recarsi nei bar, oppure leggere  i commenti nei vari social network e forum per comprendere quale sia il morale dei tifosi, che si sentono traditi e feriti.

“Avete capito perché non parlava più? Era solo perché aveva paura di dare le dritte sui risultati delle partite”, sottolinea un tifoso riferendosi al prolungato silenzio stampa di Pulvirenti. Sempre a proposito di quest’ultimo, eloquente l’interrogazione di una tifosa: Pulvirenti tu hai deluso e preso in giro tutti i tifosi! E ora? X chi dobbiamo tifare? X il tuo avvocato?”. C’è spazio anche per le parole di sdegno verso uno degli accusati, Impellizzeri: Vergogna, solo questo mi sento dirti, e pensare che giocavamo a pallone insieme”.

E Pablo Cosentino? L’ex Amministratore Delegato rossoazzurro, che si professa innocente, non gode certo di una spiccata considerazione tra i tifosi. Tutt’altro. C’è chi non fa proprio nulla per nasconderlo: “… ma per me… si fa! la “cola” gli ha fulminato l’unico neurone che aveva!”, oppure: “Mettetelo dentro e ittati i chiavi!!!!! Delinquente…”, o Cosentino dice: che a gennaio hanno speso tanto per rifare la squadra con ottimi giocatori di categoria, allora dico io come mai vi siete ridotti a comperarvi le partite?”.

Al di là delle responsabilità del Catania, il popolo rossoazzurro si chiede cosa ne sarà della squadra: “Il problema è: Chi si muove a Catania per acquistare la società?” e se davvero il sindaco Bianco si muoverà in prima persona in tal senso: “Scusate… un attimo di silenzio… ma voi sentite la presenza di Enzo Bianco?”. Potrebbe rappresentare un valida risorsa per ripartire la formazione Primavera. “Del resto - osserva un tifoso – senza Serie B la Primavera del Catania viene automaticamente esclusa dal campionato nazionale”.

Infine c’è chi sottolinea le perplessità relative agli sviluppi dell’inchiesta che, al momento, non ha portato all’individuazione effettiva di chi ha venduto le partite considerate: “Pulvirenti unico colpevole e liberi tutti?”. Rabbia, sconforto, amarezza ma anche voglia di sapere esattamente come sono andate le cose, con l’auspicio che il Catania non paghi per tutti ma che venga fatta davvero giustizia a 360 gradi. Ripulendo il calcio dai delinquenti che infettano questo meraviglioso sport.

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Livio Giannotta



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