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Catania, i due protagonisti in prima pagina: ma dietro questa vittoria c’è altro…

Paolucci e Biagianti
31 ott 2016 - 09:03

CATANIA - La forza dell’esperienza.

Perché la partita della potenziale svolta è stata decisa da quei due giocatori che hanno fatto un pezzo di storia del Catania in Serie A? È solo un caso? Forse, ma le reti di Paolucci e Biagianti cadono a fagiolo in un momento dove c’era bisogno di vincere. E hanno segnato entrambi, nella stessa partita. 

Il numero 9 arpiona il pallone nell’area piccola con un tocco decisivo e la piazza alle spalle di Chiriac per il pari immediato. Paolucci ha sentito ‘vibrare’ il Massimino, tornato al gol dopo quello siglato sotto la Sud in Catania-Juve Stabia. Adesso la seconda rete in campionato arriva sotto la Nord. ‘Miky is back’, Michele è tornato, scrive su Instagram. È stata una liberazione dopo partite buie a livello di prestazioni in campo. Ieri la sua partita è stata di sacrificio, specie nel primo tempo dove palloni praticamente non gliene sono arrivati e la porta la vede una volta ogni 20 minuti, forse. Il lavoro che però Paolucci riesce a fare, e bene, è quello di portare con sé i difensori avversari, un lavoro sporco, di pressing, dispendio di energie. Questo è però l’impiego secondario, il principale è ovviamente fare gol e finalmente ha fatto bene da ambo le parti. Al momento della rete lui è lì, dove deve stare un centravanti, devia il colpo di testa di Barisic e il piede lo mette. Fa gol. Va sotto la curva con l’intento di riprendersi i tifosi. Poi viene sostituito ma soltanto perché non ne ha più, entra Calil che in quei dieci minuti è impalpabile.

Il gol della rimonta, dopo Paolucci, chi lo fa? Di Grazia è sottotono rispetto alle precedenti uscite, Barisic era già uscito, Fornito e Piscitella erano appena entrati. Mazzarani fuori, il centravanti etneo privo di forze. Allora arriva lui: capitan Biagianti. Di Cecco corona la sua prestazione operaia con un assist al bacio per l’ex Livorno. Lì doveva arrivarci Calil, forse però era un segno del destino poiché quel pallone lo prende Biagianti, lo fa suo e trafigge Chiriac per la seconda volta. Anche lui si gode l’esultanza della Curva Nord, uno dei pochi che, nel bene e nel male, è stato sempre costante. Non ha mai mollato ed è riuscito sempre a dare qualcosa a centrocampo. “Quando ti muovi in direzione dei tuoi obiettivi, niente può fermarti” scrive il numero 27 su Instagram. Qualcosa è cambiato, gli obiettivi prefissi dal Catania stanno prendendo forma. Adesso i rossazzurri sono a metà classifica, a -2 dal decimo posto occupato attualmente dall’Andria con 13 punti. Significherebbe entrare in zona playoff. Il minimo sindacale.

Il Catania, però, pare aver capito in queste due partite l’essenza della Lega Pro: corsa e sacrificio. Lotta. Non c’è spazio per una gestione tranquilla della palla, l’elettrocardiogramma della Lega Pro non è piatto nemmeno per un secondo: bisogna dare sempre segni di vita. E magari gli etnei non avranno giocato chissà quale partita però non c’è mai bisogno di prestazioni altisonanti in un campionato di terza serie dove anche squadre come Melfi e Francavilla possono mettere in difficoltà Lecce, Foggia, Matera e lo stesso Catania. E allora Di Cecco terzino è il perno che fa funzionare la difesa che con un Bergamelli quasi “professore” per l’alunno Gil sta ottenendo buoni risultati, a sinistra Djordjevic c’è e cresce partita dopo partita. 7 gol presi laureano il Catania momentaneamente come seconda miglior difesa della Lega Pro: in virtù dei 2 gol del Siena all’Alessandria quest’ultima ne ha subiti 8, mentre la Viterbese è due spanne più avanti con 5 reti al passivo. 

La curiosità delle 4 vittorie del Catania è che si segnano minimo due reti e in 3 partite su 4 c’é lo zampino di un centrocampista: contro la Juve Stabia, Di Cecco siglò la rete del 3-1; Gladestony aprì le marcature contro il Lecce e adesso Biagianti decide la sfida contro la Paganese. Soltanto nel derby contro il Messina assistiamo ad un Di Grazia poderoso con una tripletta super. E Pino Rigoli può dormire sonni tranquilli. Sempre che sia mai andato a letto inquieto. In attesa del big match dello Zaccheria contro il Foggia ci sarà lo scontro al San Filippo contro il Messina, il 2 novembre alle 14,30, per il primo turno di Coppa Italia Lega Pro. Due partite fondamentali, dove la gestione delle energie sarà il fulcro degli allenamenti quotidiani dei calciatori rossazzurri.

Intanto, però, c’è un motivo in più per i tifosi del Catania, e per tutta la squadra, di tornare a sorridere: la seconda vittoria consecutiva. I 6 punti in due partite. Pisseri non è riuscito a mantenere la porta inviolata (ma non certo per errore suo), poco però importa. Perché nel calcio conta segnare una rete in più dell’avversario. E passo dopo passo, il Catania sta provando a farlo. 

Gabriele Paratore



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