Calcio

Catania, Bonanno: “Situazione debitoria risolta, servono credenziali per comprare club”

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22 set 2015 - 16:46

CATANIA - Lunga conferenza stampa a Torre del Grifo Village. Parola al direttore generale rossoazzurro Giuseppe Bonanno che fa un bilancio dei primi tre mesi di gestione dopo l’esplosione del ‘caso Catania’ che aveva messo in chiara difficoltà la società dell’Elefante.

Inizialmente Bonanno si sofferma sulla vittoria di Matera, sottolineando che “abbiamo visto già un gruppo, ma ancora è presto per tirare le somme in questo senso. Vietato illudersi, anche se la partenza ci conforta e conferma che abbiamo lavorato bene finora”.

A proposito dell’operato svolto fino a questo momento, Bonanno fa varie considerazioni. “Innanzitutto siamo riusciti a dare la sensazione di essere una società ai giocatori acquistati, i quali hanno manifestato entusiasmo e senso d’appartenenza. Questo, per noi, era un aspetto di primaria importanza. Nessuno ha rifiutato Catania, soltanto in tre non sono approdati in Sicilia ma non per volere loro. Sono stati centrati tutti gli obiettivi in sede di calciomercato con Plasmati preferito a Sforzini, Guazzo, Evacuo e Stanco. Abbiamo attinto dalle neopromosse in B poichè sapevamo che ci avrebbero dato calciatori con esperienza”.

Prezioso anche il lavoro svolto in sede di abbattimento del monte ingaggi. “Ben 17-18 milioni sono stati abbattuti, diciamo che l’80% dei problemi economici sono risolti. Abbiamo ancora situazioni delicate da risolvere come i contratti di Monzon, Leto e Rolin. Qualche debito c’è ma sono state rispettate tutte le scadenze e, nel giro di 18 mesi, la società si rimetterà completamente a posto”.

A proposito del futuro del club, il dirigente rossoazzurro ribadisce che “l’intenzione della proprietà resta quella di vendere. Ritengo che questa settimana si possa attribuire una valutazione complessiva del Calcio Catania così da dare la possibilità ai gruppi interessati a trattare l’acquisto di farsi avanti, qualora abbiano le credenziali complete per farlo. Ricordo che quando Pulvirenti rilevò il Catania lo fece a scatola chiusa e fu definito un pazzo da Lo Monaco. Adesso non vorrei che succedesse il contrario. Ci servono risposte per impostare un programma futuro a lungo termine. Noi, intanto, andiamo avanti per la nostra strada a prescindere dall’esito delle trattative. Penso che lo stiamo facendo bene”.

Obiettivo salvezza o il Catania può sognare qualcos’altro? Il pensiero di Bonanno è che “prima di tutto va azzerato il passato. Ci stiamo strutturando nella categoria e, magari, il prossimo anno tenteremo di puntare su altri obiettivi. Vedremo cosa succederà, intanto siamo contenti di come si stanno evolvendo le cose ma il calcio insegna che non si possono fare troppi voli pindarici”.

Sul rapporto con i tifosi ed i motivi che hanno indotto Bonanno a lasciare Catania, prima di farvi ritorno, il d.g. osserva che “l’amore per la maglia rossoazzurra può ridurre le distanze tra tifosi e società” e che “lasciai inizialmente il Catania perché venivo visto come elemento di fastidio per chi gestiva il club. Poi, per amore nei confronti della città e non dimenticando quanto costruito in dieci anni, sono tornato in sella per dare una mano. Adesso ho un contratto di tre anni”.

Viene, inoltre, individuato nel 2013 il momento in cui il giocattolo Catania si è rotto. “Maran veniva dalla stagione dei record, la squadra messa a disposizione nella successiva stagione presentava diversi volti nuovi, giocatori con caratteristiche diverse e siamo andati in confusione. È quella l’origine dei problemi del Catania e De Canio non è riuscito a risollevare le sorti della squadra. Successivamente si pensava di tornare subito in A, ma così non è stato per il ripetersi di errori di natura tecnica”.

De Rossi e Ramos, infine, risultano fuori lista. Bonanno spiega le ragioni: “Sono ragazzi di prospettiva che non bocciamo e non intendiamo bruciare. Purtroppo abbiamo dovuto acquistare altri centrali difensivi a pochi giorni dalla gara di Matera, visto che eravamo carenti. Bastrini era indietro con la preparazione, stesso discorso per Bergamelli. Con Pelagatti abbiamo colmato la lacuna e, peraltro, l’ex difensore dell’Ascoli può giocare a destra all’occorrenza, come Bastrini a sinistra in caso di necessità”.

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Livio Giannotta



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