Calcio

Il Catania e la Berretti, altro che cantera! Numeri e gioco da sballo per mister Pulvirenti

berretti-catania
17 nov 2016 - 09:12

CATANIA - Una crescita esponenziale, maturità e consapevolezza: altro che “cantera“.

Mettiamo in secondo piano la prima squadra per concentrarci sulla Berretti, la primavera del Catania, che con il suo mister Giovanni Pulvirenti sta stupendo tutti. Per fare grandi passi bisogna prima crescere e per farlo Catania sembra essere il posto giusto, un po’ come l’Atalanta, il Torino ed il Verona nel campionato Primavera. 

Giovani che crescono, si divertono e accumulano soddisfazioni su soddisfazioni: 22 calciatori molto interessanti e quasi tutti 17enni, quindi del ’99. Soltanto 4 i classe ’98 ed uno, il portiere Manno, del 2000.

Il Catania riposerà un turno per poi confrontarsi nel big match contro la Juve Stabia sabato 26 novembre, scontro diretto per la vetta: sì, i rossazzurri hanno soltanto 2 punti in meno delle Vespe prime in classifica ma detengono un primato invidiabilissimo: come la prima squadra, la Berretti è la miglior difesa del campionato con sole 5 reti subite ed è anche il miglior attacco del torneo: ben 22 gol in 7 partite. Una media di 3 gol a partita fatti e di 0,71 subiti. 

I giovani rossazzurri sono subito partiti con il botto grazie a tre vittorie consecutive: debutto super a Torre del Grifo grazie ad un 4-1 rifilato all’Akragas, altri 4 gol al Siracusa (in trasferta) e ben 7, in casa, contro la Reggina. Poi un pari, a Messina per 1-1, e la vittoria soffertissima contro il Cosenza per 2-1, dove il Catania ha ottenuto i tre punti nelle battute finali. Un altro pareggio, sempre in trasferta, contro il Catanzaro (1-1) e l’ultima, recente, vittoria per 3-1 ai danni della Casertana.

Un percorso straordinario con 5 vittorie e 2 pareggi, nessuna sconfitta. imbattibilità in trasferta e solo vittorie tra le mura amiche: nelle ultime cinque giornate il Catania ha sia fatto che concesso almeno un gol a partita ma soltanto due influenti ai fini del risultato.

Alcuni capisaldi del gioco di Pulvirenti sono la qualità e la continuità. L’approccio è fondamentale e per questo il suo undici parte sempre molto forte. La manovra è molto fluida e a tratti questa squadra domina il gioco ma, se proprio vogliamo trovare dei difetti, a volte si pecca di lucidità e freddezza come in occasione della gara contro il Cosenza, una delle più difficili di questa prima parte di stagione, La maturità, però, di questo gruppo sta nel fatto di saper sfruttare i momenti quando è dovuto. Nelle occasioni utili per chiudere la partita, magari, si fa qualche errore di troppo ma quando c’è bisogno di metterla dentro al 99% non si sbaglia.

Chi, però, ha il merito di tutto questo oltre all’allenatore? Tutto loro.

1479363785411

 

L’undici “tipo”, per maggiori presenze e ruolo coperto più volte, è questo ma c’è da premettere che tutti hanno avuto la possibilità di giocare e di mettere qualche minuto importante nelle gambe: un’altra particolarità di mister Pulvirenti è quella di far ruotare molto spesso i suoi ragazzi sia come ruolo che come minutaggio. Non è mai figurata, infatti, una formazione uguale per due volte consecutive. L’unica certezza è il 4-4-2 di partenza. 

Chi sono questi ragazzi? Giovani classe ’98, ’99 e 2000 che stanno stupendo la categoria. Il numero 10 è Alessio Rizzo che si alterna al ruolo di attaccante e centrocampista, con netta prevalenza in quest’ultimo settore di gioco, mentre un secondo giocatore che ha caratteristiche difensive ma che viene spesso schierato in mezzo al campo, poiché suo ruolo naturale, è Davide Di Stefano. Il portiere titolare è Luigi Spataro, anche se nell’ultima gara ha ceduto il posto a Matosevic che appartiene al gruppo della prima squadra. In difesa ci sono due pilastri come Longo e Noce, accompagnati da Bonaccorsi e Pantò sulla fascia, mentre in mediana se la giocano Di Stefano, Maccioni, Papaserio e Rizzo hanno giocato tutte le partite, Kalifa Manneh la sorpresa che sta trovando spazi importanti dimostrando ottime qualità e caratteristiche. Una difesa che comunque funziona a prescindere da chi o come questi giocatori vengono schierati. Il centrocampo è solido, la coppia d’attacco viene assemblata da Biondi e Pannitteri, quest’ultimo con le stesse presenze di Napolitano, con Graziano pronto a partire sia da titolare che da subentrato e va sottolineato come lui in sole 3 partite giocate abbia fatto 4 gol. Ci sono anche giovani interessanti come Manno (portiere), Giuffrida e Indelicato (difensori), Calì e Condorelli (centrocampisti), Asero, Costantino e Vasca (attaccanti) che hanno già avuto le loro opportunità e, quasi certamente, continueranno ad averle.

Le statistiche? 5 gol dei 22 totali sono stati realizzati dalla difesa: sono andati a segno Longo per ben due volte e poi, con una rete, Noce, Bonaccorsi ed Indelicato. A centrocampo due reti di Di Stefano, entrambe su punizione, due di Maccioni, una di Manneh e Papaserio e ben 5 di Rizzo, doppietta al Siracusa e tripletta alla Reggina.  I restanti 6 gol sono stati realizzati da Graziano (4), Napolitano e Pannitteri.

Il più grande orgoglio per alcuni di questi 22 ragazzi è stata la presenza al ritiro precampionato con la prima squadra, come nei casi di Longo e Noce, o la convocazione di Pino Rigoli per la gara contro la Paganese (Graziano e Manneh).

Per farvi capire di cosa parliamo, vi proponiamo il video di una delle partite più belle della Berretti fino ad ora, terminata anche con il largo risultato di 7-0 contro la Reggina.

E ancora, eccovi l’ultima vittoria dei rossazzurri contro la Casertana (3-1) dove vi fu una splendida punizione di Di Stefano che chiuse il match.

Fluidità di gioco, qualità ed occasioni” dichiarò Pulvirenti nel post partita di sabato scorso: ha ragione, il bello però deve ancora venire. E se le prospettive sono queste, si preannuncia una grande stagione, da parte di tutti.

Gabriele Paratore



© RIPRODUZIONE RISERVATA