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Catania 2-0 Lecce, top e flop: ottima prestazione, Calil però non c’è

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23 ott 2016 - 16:37

CATANIA – Dopo la sfida al Massimino contro il Lecce, la nostra redazione ha attribuito dei voti ai calciatori rossazzurri.

I TOP

Pisseri 7: chiamatela fortuna, chiamatela bravura, dategli qualsiasi nome ma questo ragazzo ha personalità da vendere. Tutti gli interventi sono decisivi, quando la squadra è spaccata in due e subisce le ripartenze lui è pronto e si supera. Veramente miracoloso, specialmente nel secondo tempo con riflessi essenziali. Torromino, Caturano, Lepore e tutti gli altri non hanno scampo contro il muro rossazzurro. Nient’altro da aggiungere se non ‘Provvidenziale’.

Di Grazia 7: sublime. Giocatore dal dribbling facile, si sacrifica per la squadra e in attacco è sempre il migliore. Il gol del raddoppio è molto bello con un destro a giro imparabile per Bleve. Difficile per Vitofrancesco contenerlo, così come per tutta la difesa leccese. Avanti e indietro, indietro e avanti: un giovane catanese che dà linfa vitale alla squadra e che la fa salire, non è quasi mai impreciso, corre come un ‘indemoniato’. Siamo del parere che a questo Di Grazia è impossibile rinunciare, più gioca e più segna. Abbiamo finito gli aggettivi. È in uno stato di forma micidiale, chi lo ferma?

I FLOP

Calil 4,5: non trova spazio, quando cerca di recuperare i palloni in mezzo al campo arretrando sbaglia costantemente. In attacco non dà il suo contributo perdendo dei palloni elementari. Dov’è il Calil della prima parte della scorsa stagione? Forse un fantasma troppo lontano, verrebbe da dire. Viene sostituito da Rigoli perché è vistosamente stanco e fuori dal gioco rossazzurro. Serviva il suo pressing e non è arrivato, servivano le sue conclusioni e non sono arrivate. Si incarta sulla fascia, Giosa e Cosenza lo chiudono con troppa facilità. Che non è più la prima scelta è risaputo, forse un po’ d’aria fresca non gli farebbe male.

Barisic 5,5: senza dubbio deve fare meglio. Gli stop devono necessariamente migliorare se vuole tirare più volte in porta, tecnicamente c’è del lavoro da fare anche perché non riesce a scattare nella fascia difesa da Ciancio. Si sacrifica coprendo un po’ il centrocampo degli etnei ma per guadagnarsi spazio deve giocare meglio ed essere più incisivo sottoporta poiché è vistosamente in difficoltà, a differenza del compagno di reparto (fascia opposta) Di Grazia. Non dà profondità ma l’impegno, almeno quello, non si discute.

GLI ALTRI

Di Cecco 6,5, Gil 6, Bergamelli 6,5, Djordjevic 6, Bucolo 6, Biagianti 6,5, Mazzarani 5,5, Di Grazia 6,5, Silva 6, Paolucci s.v., De Rossi s.v.

L’ALLENATORE

Pino Rigoli 7: promosso. C’è ancora qualche intoppo (ad esempio Calil che non funziona al centro dell’attacco) ma la vittoria doveva arrivare e vittoria è stata. Nel primo tempo non c’è molto da segnalare, poiché i ritmi sono eccessivamente bassi. Nella ripresa però il Catania alza la testa e dimostra la sua qualità: la difesa traballa un po’ ma se la cava con buoni voti, mentre il centrocampo stavolta è impeccabile. I rossazzurri decidono di spingere a metà secondo tempo e lo sforzo viene ripagato con un uno-due micidiale firmato Silva (entrato molto bene in partita, a prescindere dalla rete) e Di Grazia. I tre punti sono meritati, perchè Torromino e Caturano sono stati annullati in tutto e per tutto salvo alcune occasioni dove Pisseri è stato superbo. Si è agito nel modo giusto: puntuali, precisi, efficaci. Il Catania va, prende i 3 punti e si prepara alla Paganese, dove ne devono arrivare altri tre. Ma stavolta niente passi falsi come quello di Melfi: stavolta si deve dare continuità.

Gabriele Paratore



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