Il Personaggio

Una catanese in Svizzera: Marem, la “10″ che ha stregato il mondo del calcio femminile

Marem Ndiongue
18 feb 2017 - 06:54

CATANIA - Attaccante, 17 anni, un talento destinato a crescere sempre più ed un’occasione meritata che la mette su uno dei palcoscenici più importanti del calcio femminile europeo.

Marem Ndiongue, (Jong la corretta pronuncia del cognome) di origini senegalesi ma nata e cresciuta a Catania, è una delle nuove stelle del calcio femminile siciliano e approderà al Lucerna, in Svizzera, nel mese di luglio.

Cresciuta con i “maschiettisi è appassionata subito a questo sport, il calcio, e ha messo a punto le proprie qualità e le proprie giocate nei campetti di strada, dove tutti almeno una volta abbiamo giocato una partita. Il Calcio Catania femminile l’ha accolta come una vera e propria professionista dandole la possibilità di dimostrare il proprio valore e dribblare avversarie come birilli, condendo il tutto con tante reti ed assist: “Sin da piccolina giocavo a calcio con i maschietti – ci dice, in esclusiva ai nostri microfoni – e mi sono subito appassionata a questo sport. A differenza delle altre bambine che magari sognavano di diventare ballerine o passavano i pomeriggi a giocare con le bambole, io con me avevo sempre un pallone. E ne ero sicura: volevo fare la calciatrice!”.

Come annunciato in partenza, Marem non è ancora maggiorenne e proprio per questa ragione la chiamata del Lucerna è un traguardo assolutamente invidiabile per tutti, raggiunto con caparbietà e determinazione, senza mai mollare. Emergere in Sicilia, soprattutto in un settore dove non è facile insediarsi e forse troppo sottovalutato, quello del calcio femminile, non è facile. Abbiamo chiesto quindi alla giovane calciatrice qual è la grande differenza tra calcio maschile e femminile e cosa ne pensa del livello raggiunto da questo sport rosa in Italia: “Ovviamente c’è una netta differenza tra il calcio maschile e il calcio femminile, soprattutto fisica, ma nonostante ciò noi ragazze ci facciamo valere. In Italia è parecchio sottovalutato, di fatto è ancora a livello dilettantistico, anche se alcune società si stanno ‘evolvendo’ puntando al professionismo. In Europa invece è più sviluppato, le squadre sono professionistiche ma non si possono comparare a quelle maschili. Le calciatrici sono poco stipendiate nonostante facciano gli stessi sacrifici, se non più, dei loro colleghi uomini. C’è disparità dei sessi: abbiamo anche fatto qualche partita contro squadre maschili e non vi dico come è andata a finire…”.

Qual è stato il tuo migliore goal? Cosa provi quando segni? Racconta l’esperienza più bella ed il momento più difficile da calciatrice.

“Il mio miglior goal è stato con la rappresentativa under 15, Sicilia contro Lombardia. Calcio di inizio, tiro da centrocampo, e… palla all’incrocio! Ricordo quel giorno come se fosse ieri. L’emozione che provo quando segno è davvero indescrivibile. Certo, a dire la verità ho pensato di mollare tutto. Poi però ho riflettuto parecchio e ho capito che è questo ciò che voglio fare, nient’altro. Mi sono rimboccata le maniche e sono andata avanti. Le mie ‘esperienze’ hanno influito tanto nella me calciatrice, giocare con i maschi mi ha aiutata tantissimo. È differente, si notano subito le differenze appena entrate nel femminile”.

Prima di raccontarvi la sua esperienza più bella, è necessario dire che Marem è stata, e continua ad essere, una calciatrice a livello nazionale. Ha fatto tantissimi stage con l’Italia, indossando la maglia numero 10 anche in azzurro: “Poter giocare una gara internazionale con la maglia della propria nazione è il sogno di ogni bambino, nel mio caso bambina. Avevo 13 anni quando ho fatto il primo stage, ero contentissima ed orgogliosa di me stessa. Ero soddisfatta di essere arrivata lì, dimostrando a chi non credeva in me che ce l’avevo fatta!”.

Approfondiamo l’argomento ‘Lucerna‘: la Serie A svizzera femminile è uno dei campionati più importanti d’Europa a livello qualitativo e tecnico, secondo probabilmente soltanto a quello tedesco. L’under 19 del club svizzero è approdato sotto le ceneri dell’Etna per giocare un’amichevole contro il Catania, terminata 5-1 per le elvetiche, occasione rivelatasi vincente per Marem: “Quando il mio allenatore (Peppe Scuto, ndr) mi ha detto che avremmo fatto un’amichevole con il Lucerna non mi aveva raccomandato altro: ‘Gioca come sai giocare’. Lì ho capito che era la mia occasione, che non potevo perderla: i treni passano una volta sola, così ho dato tutta me stessa! A fine partita ho ricevuto i complimenti dal direttore tecnico (Andy Egli, ndr). Dopo qualche giorno sono andata ad allenarmi con la prima squadra del Lucerna, abbiamo trovato un accordo e a luglio andrò in ritiro con loro”.

Marem Ndiongue con il ds del Lucerna Andy Egli. A luglio la catanese farà il ritiro con le calciatrici elvetiche

Marem Ndiongue con il ds del Lucerna Andy Egli. A luglio la catanese farà il ritiro con le calciatrici elvetiche

Cosa ti aspetti da questa esperienza e come ti preparerai in vista di questa nuova ed entusiasmante avventura in Svizzera?

“Sarà un’esperienza a dir poco fantastica, non vedo l’ora di partire! Mi allenerò duramente in questi mesi per arrivare lì nella miglior condizione fisica. Stipendiata o meno, poco importa: ho solamente 17 anni, proseguirò i miei studi e giocherò in una squadra che mi farà diventare una professionista a 360 gradi. Imparerò una nuova lingua e tantissime altre cose che qui in Italia non si riescono a fare”.

Ma questa ragazza studia oppure ha abbandonato la scuola? No, studia e ottiene anche dei buoni risultati: “Con la scuola faccio molti sacrifici, anche se questo spesso non mi viene riconosciuto. Faccio di tutto per poter conciliare lo studio con il calcio…” ha detto.

Dove ti vedi fra un paio di anni?

“Non saprei. Per adesso penso solamente al presente, a fare questa esperienza in Svizzera e a dare il meglio di me stessa”.

Infine, non sono mancati i ringraziamenti che Marem ha voluto fare a sua madre e al suo allenatore, Peppe Scuto: “Prima di tutto vorrei ringraziare mia madre, la mia forza, che nonostante tutto non ha mai mollato. Fa degli importanti sacrifici sin da quando ero piccola e continua a farli tutt’ora. Nonostante sia da sola, poiché mio padre purtroppo non c’è più, non ha mai ceduto e non mi ha mai fatto mancare nulla. Se sono qui è soprattutto grazie a lei. Non so come avrei fatto senza di lei. Un ‘grazie’ non basta per tutto quello che fa per me”.

“Un altro ringraziamento – ha proseguito la ragazza – va al mio allenatore, Peppe Scuto. È stato il mio primo e unico allenatore di calcio femminile, ci conosciamo da 5 anni. Lui ha sempre creduto in me, è stato fondamentale nella mia vita calcistica, mi ha aiutata a crescere e ha fatto molti sacrifici per la nostra squadra ma soprattutto per me. Sono stata davvero fortunata ad incontrarlo, è sempre riuscito a darmi le giuste motivazioni per continuare ad allenarmi e per dare il massimo in partita, gli voglio un gran bene”.

Se siete curiosi di sapere di che talento stiamo parlando, guardate il match contro l’under 19 del Lucerna dove l’unica rete del Catania femminile ha portato la firma di Desy Di Mauro, altra promessa del vivaio rossazzurro, ma l’“assist-woman” è stata proprio lei, la numero 10.

Marem Ndiongue, prossima attaccante del Lucerna.

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Gabriele Paratore



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