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Calcio Catania: la storia continua, un amore incancellabile dal 1946

catania1946
9 lug 2015 - 10:04

CATANIA – Calcio Catania 1946. Una storia infinita. Una storia che continua ad evolversi anche nonostante il terremoto causato dall’inchiesta ‘I treni del gol’. Il 23 giugno scorso, proprio quando il calciomercato etneo stava per entrare nel vivo con Pasquale Marino ormai ad un passo dal ritorno in Sicilia, ecco la notizia che devasta il popolo rossoazzurro. Accuse pesanti mosse nei confronti dei vertici societari, sospettati di avere “comprato” 5-6 partite dell’ultimo campionato di Serie B e di essere direttamente coinvolti in una vicenda di calcioscommesse. I giorni successivi sono di angoscia e profonda amarezza per i tifosi. Tuttavia il Catania mantiene il titolo sportivo.

Il Calcio Catania 1946 orgogliosamente amato continua a sopravvivere malgrado tutto. Il 24 settembre sarà il 69/o compleanno in un contesto tutto da ricordare. Tante, tantissime le difficoltà incontrate lungo il percorso ma l’Elefante si è sempre rialzato con fierezza e forza d’animo. Tra le tappe positive indelebili, menzioniamo nel 1949 la festa per la prima promozione in Serie B con l’ingegnere Giuseppe Barreca presidente, Giovanni Degni e l’ungherese Joszef Banas allenatori. Cinque anni dopo Catania in festa per avere strappato il primo pass per la Serie A con Giuseppe Rizzo alla presidenza e Piero Andreoli in panchina. Particolarmente significativi, poi, i successi maturati negli anni ’60.

Lunga vita nella massima categoria per la formazione rossoazzurra, per sei stagioni consecutive in Serie A e capace di concludere il campionato per tre volte all’ottavo posto. Addirittura nel 1960-61 il Catania chiuse il girone d’andata al secondo posto. La permanenza in A si protrasse per altre cinque stagioni, nelle quali il Catania si contraddistinse per alcune vittorie di assoluto prestigio, come quelle sulla Juventus per 2-0 nel 1961-1962 e per 1-0 a Torino l’anno dopo, o quella sull’Inter di Helenio Herrera nel 1960-1961, che fece coniare a Sandro Ciotti la famosa espressione “Clamoroso al Cibali”.

Tanti giocatori si misero in luce: Vavassori, Danova, Szymaniak, Calvanese e Cinesinho tanto per citarne alcuni. Negli anni ’80, invece, fortissime emozioni a tinte rossoazzurre per la promozione in A del 1983. Catania costretto a ricorrere agli spareggi. Per la prima partita contro il Como furono stimati poco meno di 15.000 catanesi allo stadio Olimpico di Roma. L’incontro si concluse 1-0, con rete di Crialesi. Il vero grande esodo da Catania arrivò il 25 giugno 1983 in occasione del secondo spareggio, contro la Cremonese, quando nel medesimo impianto sportivo si recarono circa 40.000 catanesi, in quella che rappresenta una delle più spettacolari trasferte della storia del calcio.

Al Catania bastava un pareggio per ottenere la promozione e la partita finì 0-0. Momenti magici per i tifosi dell’Elefante, straordinari per passione, orgoglio ed appartenenza ai colori rossoazzurri. Il 1993 fu, invece, il momento più brutto della storia catanese. Il Catania Calcio venne inizialmente radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie, ma la battaglia legale a seguire stabilì che la società non fallisse, ripartendo dal campionato di Eccellenza. Tre anni dopo un grave lutto colpì la Catania calcistica con la morte in un incidente stradale del Presidentissimo Angelo Massimino. Un colpo al cuore terribile, devastante e fulmineo.

La squadra etnea seppe risollevarsi e, con sforzi e sacrifici notevoli, nel giro di oltre vent’anni fece ritorno nell’elite del calcio italiano vincendo mille battaglie. Dalla C2 alla C1 fino ad arrivare alla gestione Gaucci attraverso la quale si concretizzò il ritorno in B, la permanenza nella medesima categoria passando per il “Caso Catania” del 2003, periodo caratterizzato da un’estate caldissima e da svariate vicissitudini giudiziarie. Un anno dopo, altra tappa cruciale: i Gaucci cedono la società ad Antonino Pulvirenti. Fu il trampolino di lancio verso il meritato ritorno in A.

Spettacolo e risultati ottenuti con Don Pasquale Marino, la tristezza per la morte dell’ispettore Filippo Raciti che scosse una città intera contrapposta alla gioia per una salvezza ottenuta in extremis. Poi il Catania riuscì a garantirsi la permanenza in Serie A fino al 2013 mettendo in evidenza tecnici di grandissimo spessore come Sinisa Mihajlovic, Diego Simeone e Vincenzo Montella non trascurando i meriti di Walter Zenga.

Indelebile il ricordo del 4-0 inflitto nel sentitissimo derby di Sicilia a Palermo con un gol da centrocampo di Mascara, così come il 3-1 rifilato alla grande Inter di Mourinho o l’acuto in terra torinese contro la Juventus per 2-1 con rete decisiva di Izco. Ricordi che il tifoso catanese custodisce e custodirà sempre gelosamente, archiviando il dolore sportivo provocato dai ‘Treni del gol’ che hanno travolto ma non cancellato Catania. Perché il Calcio Catania 1946 è vivo e batte ancora più forte nel cuore dei tifosi, a prescindere dalla categoria. Per scrivere nuove pagine di storia. 

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Livio Giannotta



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