Calcio

Brusco ritorno alla realtà per il Palermo di De Zerbi

partita
18 ott 2016 - 11:10

PALERMO - La sconfitta netta e senza attenuanti rimediata ieri sera al Barbera dal Palermo contro il Torino ha fatto riemergere le preoccupazioni e i timori per un campionato che si sapeva difficile e tormentato per i rosanero.

Il cauto ottimismo nato a seguito delle ultime incoraggianti prestazioni in trasferta è svanito al cospetto di una squadra cinica, battagliera, ma anche ricca di talento quale si è dimostrata il Torino di Siniša Mihajlović.

Ha avuto breve durata l’illusione di poter conquistare i primi punti in casa, illusione nata dopo il gol di Chochev al 5° minuto del primo tempo che aveva portato in vantaggio i rosa. E con l’illusione di sbancare finalmente il Barbera è svanita anche la sensazione che De Zerbi le indovinasse tutte, che, l’aver stravolto la configurazione della retroguardia lasciando in panchina sia Cionek sia Goldaniga preferendo Vitiello ed Andelkovic, fosse stata ancora una mossa azzeccata da parte del tecnico rosanero.

Ma lo sviluppo dell’incontro ha dato torto all’allenatore bresciano. I due gol di Ljajic al 25° ed al 40° minuto del primo tempo, con i quali il Torino ha ribaltato le sorti dell’incontro, hanno evidenziato le difficoltà di Vitiello nel contenere l’attaccante serbo e in generale della retroguardia rosanero nell’arginare il potenziale offensivo della squadra granata. Alla domanda sul perché abbia inteso rivoluzionare la difesa rosa che tanto bene aveva fatto nelle partite precedenti, De Zerbi ha risposto sulle pagine del “Giornale di Sicilia” con queste parole: “La scelta di questi tre difensori? Rajkovic non sta ancora bene, Gonzalez lo vedo centrale e Goldaniga ha difficoltà ad adeguarsi ai lati. Ho scelto Vitiello e non Cionek, l’unico vero ballottaggio, perché credo che Roberto possa starci alla grande come titolare”.

Tante sono state le cose a non aver funzionato ieri sera nel Palermo. Intanto è mancato il supporto di Rispoli a Vitiello in evidente disagio contro Ljajic. Ma ancora più evidente è apparsa la difficoltà che hanno avuto i rosanero nell’iniziare l’azione di gioco.

De Zerbi non vuole assolutamente rinvii lunghi del portiere, ma la ricerca sempre del fraseggio ai limiti dell’area di rigore ha fatto correre tanti rischi alla porta del Palermo. La prima avvisaglia che non sarebbe stata una serata fortunata si è avuta al 14° minuto del primo tempo, quando il tecnico rosa era stato costretto a modificare l’assetto della squadra in campo per l’infortunio di Bentivegna, schierato titolare a sorpresa accanto a Diamanti con l’intento di costruire maggiori opportunità offensive a vantaggio delle conclusioni di Nestorovski. Al posto di Bentivegna è entrato Hiljemark a sua volta sostituto da Quaison al 1° minuto del secondo tempo.

Di positivo, in quella che è stata per il Palermo la partita n. 1000 in Serie A, ci sono da sottolineare le buone prestazioni di Chochev, che oltre al gol del momentaneo vantaggio ha anche colpito una traversa ed è stato il più propositivo tra i rosa, di Diamanti, che ha dato l’anima su ogni pallone, di Aleesami, costante spina sul fianco sinistro della difesa avversaria e di Bruno Henrique, che si è dovuto sacrificare in posizione più arretrata vista l’assenza dello squalificato Gazzi.

Chi non ha perso ieri sera è stato il pubblico del Barbera, che ha fatto sentire il suo incitamento alla squadra fino alla fine della partita e che, al di là di qualche pensierino non proprio da salotto buono verso il Presidente, è riuscito a sdrammatizzare la situazione intonando a gran voce “Zamparini paga la luce” quando il Barbera è piombato nella penombra per un più che momentaneo guasto all’impianto elettrico.

Dopo questa partita è forse necessario un bagno d’umiltà e rendersi conto che sarà per il Palermo un campionato pieno di insidie dove l’unico obiettivo è evitare la retrocessione e in quest’ottica scagliare un pallone in tribuna, se serve ad evitare un gol, non deve essere considerato un dramma.

Pietro D’Alessandro

Redazione NewSicilia



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