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Bomber Sasà, Padalino lo stratega e sbavature dietro: Catania, il punto sul Lecce

Lecce
19 ott 2016 - 22:27

CATANIA – I rossazzurri devono tornare a viaggiare sotto un cielo sereno.

L’incipit è questo, non si scappa: Pino Rigoli deve vincere a prescindere da tutto, dalle critiche, dallo scarso score realizzativo, in questo momento conta soltanto fare punti. E risalire.

Facciamo questa premessa, doverosa, perché il prossimo avversario del Catania sarà il Lecce, la prima della classe. I salentini scenderanno in Sicilia, andando a calpestare l’erba dell’Angelo Massimino, un campo che non è mai stato facile da espugnare.

Il Lecce di Pasquale Padalino è partito con il piede giusto, capendo che questa Lega Pro si vince grazie ai bomber e i giallorossi ne hanno due: Torromino e Caturano.

I salentini hanno la miglior difesa (5 gol subiti) ed il miglior attacco (20 gol fatti), il capocannoniere è Caturano con 8 gol, segue proprio Torromino a 7, di cui 3 nella scorsa partita al Via del Mare contro il Virtus Francavilla. È un dato determinante, poiché significa che entrambi vanno a segno quasi in ogni partita. All’interno della rosa a disposizione di Padalino, però, ci sono altri elementi molto importanti, come Vinetot, Mancosu, Lepore, Vutov.

In particolare, come ha raccontato il portale PianetaLecce, la storia di Caturano è davvero interessante: girovaga tra i campi di C e non riesce a sfruttare le sue occasioni. Un bomber nato, pieno di voglia di giocare ma che non convince. ‘Sasà‘ (così veniva soprannominato) poi viene scelto dal Melfi e si laurea capocannoniere con 18 reti l’anno scorso. Va all’Ascoli, gran pubblico alle spalle con esigenze ampiamente diverse da quelle di una squadra di Lega Pro, ma gioca male le sue carte. Poi arriva la chiamata, quella del Lecce, ed il ragazzo nato a Scampia decide di mettere la testa a posto per poter diventare davvero un bomber di razza e al momento i risultati lo stanno premiando.

Il Lecce pare che abbia capito soltanto quest’anno cosa ci vuole per fare il salto di categoria, dopo anni di forti delusioni e rimpianti, ed è partito alla grande: è l’unica squadra a non aver mai perso, con sette vittorie e due pareggi e ha un rendimento in trasferta da 8 in pagella. 3 vittorie ed un pareggio, 9 gol fatti e 4 dei 5 totali subiti. Quest’ultimo potrebbe essere, infatti, un vantaggio per il Catania poiché il Lecce in trasferta è leggermente più vulnerabile, soltanto a Siracusa non ha preso gol.

Tra l’altro, i prossimi avversari degli etnei sono soliti a giocare a viso aperto, attaccando molto e facendo un lavoro di ripiegamento e possesso palla molto importante, spesso decisivo.

Padalino è definito “lo stratega“, colui che ha sempre un asso nella manica e che riesce a snaturare i suoi calciatori piazzandoli in più ruoli garantendo sempre un gioco fluido con un robusto centrocampo composto, come nell’ultima partita contro il Francavilla, da Arrighini-Mancosu-Tsonev. Variano i movimenti, si corre sempre, non si molla mai. Una squadra che gioca a viso aperto (altro potenziale vantaggio per il Catania) ma che sa sfruttare le occasioni sotto porta.

I centrali difensivi del Lecce, Giosa e Cosenza, restano particolarmente larghi e a volte ci sono degli errori in fase di disimpegno che, se seguiti da un pressing costante, possono risultare fatali: ad esempio, il goal del Monopoli alla prima giornata è stato generato da un pallone gestito superficialmente dalla difesa giallorossa, così come nel match contro la Vibonese (sempre in trasferta) un errore a centrocampo ha portato al rigore e al seguente 2-2. Così anche a Melfi, con una gestione di tempo d’intervento sbagliato. Contro l’Akragas, invece, il gol subito è stato frutto di un’azione partita da calcio d’angolo e conclusa dal bolide imprendibile per tutti di Zanini.

Non ci saranno, tra le fila dei rossazzurri, Parisi, Fornito e Bastrini che non hanno recuperato dai loro infortuni. Giocheranno ancora Nava e Gil, con molta probabilità, mentre da capire quale sarà la scelta di Pino Rigoli in merito all’attacco: Mazzarani dal primo minuto? Il punto fermo è Di Grazia, poiché la sua velocità può essere determinante, ma un’attaccante di razza non guasterebbe. Ecco perché, forse, puntare sulla pressione che può fornire Paolucci là davanti. Ne scopriremo di più nei prossimi giorni, ma intanto Catania-Lecce si avvicina.

E si prospetta, a prescindere, una grande partita.

Gabriele Paratore



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