Il commento

Belgio-Italia 0-2: Azzurri, abbiamo ancora voglia di vincere

Belgio-Italia 0-2
14 giu 2016 - 07:50

LIONE - Vincere è sempre bello, quando si gioca bene lo è ancora di più.

Un confronto eccezionale quello che ha visto l’Italia ed il Belgio, terminato 2-0 per gli azzurri: Giaccherini e Pellè.

La partita era stata presa sottogamba dall’ambiente belga già da qualche giorno fa: “Gli italiani parlano con le mani, noi con i piedi”. Abbiamo dimostrato che valiamo, che quando partiamo sfavoriti sappiamo ribaltare il pronostico.

La chiave di volta di questa nazionale si chiama Gruppo, con la G maiuscola.

G come grinta, goal, gioco, gioia: la grinta di una squadra che ieri non ha mai mollato, che ha fatto due goal tecnicamente molto belli mostrando un gioco ancora perfezionabile ma già ottimo facendo gioire una nazione. Ecco l’Italia alla prima di Euro 2016.

La difesa ha coperto molto, molto bene, a parte qualche sbavatura di Darmian. Bonucci è il perno più importante della squadra e al 30′, quando ha servito l’assist decisivo per il goal di Giaccherini, si è trasformato in Andrea Pirlo.

Antonio Candreva, Marco Parolo, Emanuele Giaccherini e Daniele De Rossi: un centrocampo che, per molti, doveva essere la pecca azzurra, ieri però hanno fatto tutti bene. Candreva dava l’ampiezza giusta nella fascia con scatti, finte e contro finte. Il Giak l’ha messa dentro, sfruttando l’errore della difesa belga ma soprattutto controllando splendidamente il siluro lanciato da Bonucci.

Pellè: l’uomo giusto al momento giusto ma non solo. Ha giocato per la squadra, Courtois l’ha bloccato una volta, un’altra occasione l’ha sbagliata il centravanti azzurro, alla terza l’ha sparata in porta. In attacco Immobile ha fatto la differenza, ha spaccato gli equilibri del Belgio andando lui vicino al raddoppio e servendo l’assist a Candreva nell’azione dello 0-2.

 

Pellè esulta dopo aver realizzato la rete del definitivo 0-2

Pellè esulta dopo aver realizzato la rete del definitivo 0-2

Per Buffon c’è poco da dire, gli aggettivi prima o poi terminano, anche se ieri non ha fatto grandi parate ma è stato psicologicamente coinvolto più dei compagni: si aspettava i tiri di gente come Hazard, De Bruyne, Lukaku. Ed un suo tiro è pure arrivato, fortunatamente l’ha sbagliato.

Chi è scettico avrà già smesso di leggere questo articolo, anzi forse non lo avrà nemmeno aperto, e in parte possiamo anche dare ragione: ricordate Brasile 2014? L’Italia vinse all’esordio, poi però uscimmo fuori contro Costa Rica ed Uruguay. Questo europeo però deve essere diverso, può esserlo. Non bisogna esaltarsi se non alla fine, mai abbassare la testa perché sarebbe un peccato quasi divino. Silenzio, azzurri. Il momento per divertirsi è già passato, ed era stanotte. Da oggi l’euforia resta, per i tifosi.

Migliorare con costanza, con impegno e con la stessa forza di un gruppo che deve continuare a giocare a calcio. Abbiamo giocato all’italiana ed è un complimento: l’Italia e il suo modulo trionfano nel mondo, un esempio? Claudio Ranieri al Leicester e Simeone all’Atletico Madrid.

Venerdì, a Tolosa, l’Italia giocherà la sua seconda partita del girone che momentaneamente guida a 2 punti di vantaggio da Irlanda e Svezia (squadra che andrà ad affrontare) e 3 dal Belgio. Chi sono gli svedesi? Una squadra ostica che non fa parlare molto di sé, a parte il fatto che il loro numero 10 è uno sconosciuto di nome Zlatan Ibrahimovic. Stiamo attenti, non abbassiamo la guardia.

Mister Conte lo sa, ha festeggiato un po’ troppo per il goal del suo pupillo, ma è uno che la concentrazione non la perde ed è lui il leader di questo gruppo: un leader serio che ha costruito un gruppo, fatto da giovani uomini che non avranno la qualità di un’Italia stile 2006, ma la compensano con la voglia di stupire, hanno gli attributi questi ragazzi.

E allora, azzurri, non li perdete. Perché c’è una nazione che confida in voi. L’Italia non si arrende mai. E mai si arrenderà. L’organizzazione ci ha fatto vincere questa sfida, adesso studiamo e alleniamoci, troviamo questa qualificazione già da venerdì. Vinciamo, non perdiamo la testa.

Insieme con la Germania siamo l’unica squadra che in questo europeo così chiuso, tattico e poco spettacolare, finora, ha vinto con più goal di scarto (2).

Non abbiamo vinto l’europeo, abbiamo vinto una partita: ma che partita.

Allora, azzurri, piedi per terra. Preparateli quanto più possibile, affossateli fino ad un certo punto. E quando questo punto arriverà il salto sarà grande, verso un sogno.

Sperando che non sia la stessa illusione di 2 anni fa, in questo Euro 2016 ci siamo anche noi.

Forza Italia, avanti un altro. Abbiamo fame.

Di vincere.

Belgio-Italia 0-2 (1) 

Gabriele Paratore



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