Sostegno

Basta etichette, la Curva Nord è anche solidarietà: la raccolta per i terremotati

raccolta fondi piazza dante
2 set 2016 - 10:47

CATANIA - Ormai su di loro è stata posta un’etichetta. Gli ultras delle curve dei nostri stadi sono delinquenti, violenti, criminali e chi più ne ha ne metta. Certo non ammettere che tante volte gli atteggiamenti dei supporter estremisti sono deprecabili sarebbe ancor più sbagliato ma non bisogna dimenticare che la curva è fatta di valori, alcuni condivisibili e altri meno. 

E questi valori valgono all’interno dello stadio così  come fuori, in altri luoghi come ad esempio una piazza… magari proprio in una catanese, tipo Piazza Dante.

Perché proprio Piazza Dante? Perché il 30 agosto i tifosi della curva nord catanese hanno organizzato una raccolta beni per i terremotati del centro Italia. Come si legge sulla pagina Facebook “La domenica allo stadio“, infatti, hanno chiesto di portare “ soprattutto pannolini per bambini e anziani, omogeneizzati, saponi e altri detergenti per igiene personale e intima, femminile e maschile; carta, colori, blocco notes; abiti usati e giochi per bambini, In accordo con le indicazioni che provengono dal centro di coordinamento per gli aiuti della Protezione Civile”.

Ovviamente, però – continuano –  qualunque cosa porterete sarà ben accetta e vi ringraziamo anticipatamente per la vostra generosità“. Sono stati ben accetti anche i soldi con la somma della raccolta accreditata direttamente attraverso bonifici ai conti correnti dei comuni colpiti dal sisma. Inoltre, fanno sapere, provvederanno poi a pubblicare le distinte dei versamenti.

Il tutto è stato possibile grazie alla collaborazione con il comune di Aci Sant’Antonio e Croce Rossa Italiana. Il comune, infatti, ha messo a disposizione un camion che è passato a raccogliere i beni per trasferirli al centro di raccolta, dove poi verranno caricati sui mezzi di Cri che li trasferiranno nelle zone colpite dal sisma. 

raccolta fondi 2

Che dire? Forse non è il caso di fare tutta l’erba un fascio… intanto, chapeau.

 

Omar Qasem



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