Calcio

Atletico Catania in vetta alla classifica di disciplina

Franco Proto
30 dic 2015 - 16:45

CATANIA – C’è l’Atletico Catania in vetta alla classifica di disciplina, posizione che divide con Palazzolo e Troina. La società etnea oltre a distinguersi nei comportamenti e nel modo di rapportarsi con avversari, arbitri e istituzioni, è una tra le sette, in tutti i gironi d’eccellenza siciliani, a non aver subito sanzioni pecuniarie nella prima metà della stagione. 

“Il risultato di oggi – spiega il presidente Franco Protoè l’effetto di quanto abbiamo seminato in tal senso imponendo la moderazione nei comportamenti. Se noi per primi, dirigenti e giocatori, ci rapportiamo civilmente col prossimo, tutto il resto dell’ambiente segue a ruota. È quello che ho cercato di fare da quando sono tornato ad occuparmi dell’Atletico: col tempo, siamo riusciti ad inserire una serie di valori (che poi erano quelli che ci caratterizzavano anche negli anni 90). Ora ci godiamo questo risultato che vale tanto per dirigenza, giocatori e tifosi. La nostra posizione inoltre assume maggior significato, considerando il fatto che agiamo in una grande città, anche difficile – per taluni aspetti – come Catania, e che i risultati finora non ci hanno di certo sorriso. Palazzolo e Troina che occupano con noi il vertice nella speciale classifica delle società virtuose, hanno in tal senso un compito meno difficile, e hanno fatto fin dall’inizio risultati anche sul campo. Un deterrente contro atteggiamenti sbagliati”.

Un ritorno ai valori che contraddistinguevano la società negli anni 90 quello che è culminato con la prima posizione nella classifica per la disciplina, ma ora bisogna anche pensare alla classifica sportiva e trovare la salvezza, anche se come sottolinea l’imprenditore siciliano non è l’unica cosa che conta: “Come sempre, non guarderemo solo la classifica, ma la soddisfazione sarà anche aver ridato al club un’immagine e una visibilità fatte di lealtà, etica, disciplina, correttezza: un’identità dilettantistica che già tende al professionismo. È come se non ci fosse stato un taglio rispetto al grande passato di questo club. Dagli anni 90 è passato il nostro modo di essere. Cambiano le persone, ma in un certo qual modo restano le stesse, perché sono uguali i comportamenti. Il nostro approccio ci fa sentire a posto con noi stessi”.

Argomento centrale nel mondo del calcio dilettantistico è anche quello di una possibile riforma, che deve però essere realizzata tramite una collaborazione tra comitato regionale e dirigenze:  “Deve essere un lavoro educativo – spiega Proto – in cui il comitato regionale della Lnd è solo uno degli attori. Gli altri, forse più importanti in tal senso, sono i dirigenti delle società. Ed è sulla classe dirigente che bisogna lavorare in modo continuo, smorzando l’impeto a vincere ad ogni costo. È la valvola per fare dei campionati dilettantistici il serbatoio dei talenti. Se tutte le società sapranno in un futuro trovare la via giusta per dare spazio ai più giovani, tutti potremmo vincere. E non sarà più una questione di puro budget. Vincerà chi sarà stato più bravo a scegliere e allevare calcisticamente i ragazzi migliori. Un’utopia? Forse sì, ma lo sforzo comune e della Federazione, deve essere quello di portare a pensare che questa sia la scelta migliore. Un aiuto dai regolamenti? Forse bloccare per qualche anno le retrocessioni, ma in tal senso ci vorrebbe una riforma nazionale, non solo locale”.

Redazione NewSicilia



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