Calcio

Anno nero per le siciliane: finito il “periodo di transizione”, in Lega Pro 5 derby assicurati

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19 mag 2017 - 10:50

Un “annus horribilis” in tutti i sensi per le squadre di calcio professionistico siciliane: la parentesi di media durata che ha visto la Sicilia essere nel palcoscenico dei grandi principalmente con Palermo e Catania ma anche con il Messina, retrocesso nel 2007 e mai più risalito. La prima metà del 2017 sentenzia infatti verdetti pesantissimi, anche se uno è ancora in sospeso. L’elenco schematico per rendere l’idea:

- Palermo retrocesso dalla Serie A alla Serie B

- Trapani retrocesso dalla Serie B alla Lega Pro senza disputare i playout

- Siracusa sesto ma fuori dai playoff di Lega Pro al primo turno; Catania undicesimo e fuori dai playoff al primo turno; Messina tredicesimo e salvo; Akragas ai playout per non retrocedere in Serie D.

Non accadeva da ben 13 anni che una siciliana non fosse in massima serie, addirittura 17 dall’ultima volta che non vi era nemmeno un derby tra A e B. Nel 2006/07 l’exploit con Palermo, Catania e Messina in Serie A e nel girone d’andata nelle posizioni nobili della classifica. Pian piano, poi, l’idea di avere la Sicilia nel calcio che conta è svanita col passare degli anni, che hanno visto le retrocessioni prima del Messina, poi del Palermo ed infine del Catania, per poi riaverne nuovamente una dei rosanero. Adesso il Trapani, che retrocede dopo aver buttato un intero girone d’andata per poi sfiorare l’impresa in quello di ritorno. Si sperava almeno nei playout, invece niente di fatto. 

Per il Palermo è stata una stagione critica fin dall’inizio, che vede i rosa già retrocessi con tre giornate d’anticipo e al momento con 23 punti in classifica dopo 36 partite. Cinque vittorie, otto pareggi e ben 23 sconfitte. Oltre ai risultati non di certo favorevoli, è arrivato (solo virtualmente, visto che il closing non c’è ancora) il cambio di proprietà che ha visto mollare Maurizio Zamparini in favore di Paul Baccaglini. Squadra da rifondare, servono progetti seri e una visione più chiara possibile. 

È girata storta anche al Trapani con una retrocessione incredibile considerato che soltanto un anno fa i granata stavano preparando le gare per i playoff chiudendo al terzo posto. Sfiorata la A, un crollo catastrofico ha spedito il Trapani in Serie C, dove a fargli compagnia saranno le altre siciliane (né promosse e nemmeno retrocesse). Una stagione girata male, che ha visto la prima vittoria in campionato arrivare soltanto il 25 ottobre, all’undicesima giornata, L’avvento di Calori poi aveva smosso un po’ le acque, grazie anche agli acquisti nel mercato di gennaio. La sconfitta decisiva, probabilmente, è stata quella di una settimana fa in casa contro il Cesena, che ha complicato i piani del Trapani costringendo a guardare i risultati degli altri campi. Una retrocessione che fa male, nella speranza di poter risalire subito.

Come dicevano poc’anzi, il Trapani avrà compagnia in Lega Pro: saranno sicuramente cinque le siciliane in terza serie la prossima stagione, sei se l’Akragas si salverà. Parliamo di Catania, Messina, Siracusa e Sicula Leonzio, unico orgoglio siciliano per un’annata da buttar via. Infatti, la delusione dei tifosi rossazzurri per un campionato condotto con troppi bassi e pochi alti è tantissima. Sconfitte clamorose ed inaspettate che hanno spaccato l’ambiente, più lontano alla squadra. Non è andata male al Siracusa, che ha però il rammarico di non aver passato i playoff con a disposizione due risultati su tre per accedere al secondo turno. In casa, invece, gli uomini di Sottil sono stati sconfitti per 2-0 dalla Casertana. Che dire poi di Messina e Akragas che hanno finito il campionato in posizioni certamente diverse ma legate da problemi societari che ne hanno compromesso la stagione. La forza del gruppo peloritano condotto da mister Lucarelli è stata decisiva per superare l’ostacolo Natale Stracuzzi, ex presidente del Messina, che non trovava i giusti acquirenti per la società. Arrivato Franco Proto, le cose si sono un po’ ristabilite, ma bisogna avere garanzie importanti per progettare la prossima annata. In casa Akragas invece i conti parevano proprio non tornare e infatti, nel mercato di riparazione, i pilastri della squadra come Marino, Salandria e Gomez sono andati via. La situazione può cambiare in vari modi, ma è pur sempre preoccupante. La squadra di Di Napoli giocherà i playout contro il Melfi per non retrocedere in Serie D: la posizione degli akragantini è da favorita, perché in caso di parità verrebbe premiato il piazzamento ottenuto in campionato. 

Tutte insieme, le siciliane hanno fatto 63 vittorie (16 Siracusa, 14 Catania, 12 Messina, 10 Trapani, 9 Akragas, 5 Palermo) e perso 99 partite (23 Palermo, 18 Trapani, 17 Akragas, 16 Messina, 13 Siracusa, 12 Catania). Numeri spaventosi considerando che, ad esempio, solo Foggia, Lecce e Virtus Francavilla (le prime tre della Puglia in Lega Pro) hanno vinto 62 match in tre. 

Sono risultati che rispecchiano la crisi che sta vivendo la Sicilia, che adesso tocca anche il calcio. Ad alcuni sembra tornare indietro di parecchi anni, quando della terra isolana sui campi che contavano non c’era nemmeno l’ombra: ci sarà una risalita?

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Gabriele Paratore



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