Verso il derby

Un Akragas in difficoltà si appiglia all’orgoglio: pregi e difetti del “Gigante”

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9 feb 2017 - 16:56

AGRIGENTO – Il derby contro il Catania si avvicina e l’Akragas riuscirà a strappare un risultato utile per guadagnare preziosi punti salvezza?

Questa è la domanda che probabilmente tanti tifosi akragantini si stanno chiedendo in vista del match dell’Esseneto di domenica prossima, alle 14,30. Akragas-Catania non è solo una partita, visto che, oltre al fatto di essere un derby, chi vince conquista tre punti che si riveleranno fondamentali alla fine della corsa, che si lotti per salvezza o playoff.

Comincia dunque la nostra “maratona#versoilderby da oggi sino a sabato con alcune informazioni interessanti, statistiche e spunti tattici per conoscere al meglio le due squadre che si affronteranno nel fine settimana. Partiamo con i padroni di casa, evidenziandone pregi e difetti con tanto di commento introduttivo.

IL COMMENTO – Per la squadra akragantina non è assolutamente una stagione fortunata: nel precedente campionato era stata raggiunta una salvezza tranquilla, con Pino Rigoli alla guida del Gigante. Quest’anno Raffaele Di Napoli sta trovando non poche difficoltà, che sicuramente non sono attribuibili soltanto a lui, e naviga nelle zone pericolosissime della graduatoria. Infatti, l’Akragas è al 18/o posto in classifica e senza punti fermi dovrà affidarsi alla voglia di fare dei giovani della Berretti, chiamati ad una vera e propria impresa. Ha inciso fortemente sulla stagione biancoazzurra la condizione societaria ed economica del club, che non aveva introiti a sufficienza per terminare la stagione. Per questa ragione, più che mercato di “riparazione” si può parlare di mercato di “distruzione“. C’erano certe necessità e l’ad Peppino Tirri non poteva tirarsi indietro per il bene della società, insieme con il presidente Alessi dopo la rinuncia da parte di Marcello Giavarini. Andati via Salandria e Marino su tutti, seguiti poi da Zanini, Gomez e Carillo. Cinque calciatori importanti che avevano portato tanti punti in casa Akragas e che adesso non sono più nella rosa di mister Di Napoli. La squadra non arriva al meglio, visto che l’ultima vittoria in campionato risale a prima della sosta sul campo della Casertana. Poi soltanto pareggi e sconfitte, l’ultima in ordine di tempo a Francavilla Fontana (2-0, ndr). C’è bisogno di una scossa, specialmente in casa dove non si vince da settembre.

I DIFETTI - Partiamo con le cose che non vanno.

Qualità della rosa: all’Esseneto arriverà un Catania che fa del tasso tecnico il suo asso nella manica tentando di sfruttarlo proprio in trasferta dove si riscontrano le maggiori difficoltà. L’Akragas parte sfavorito su questo piano, perché come dicevamo prima calciatori importanti e di qualità come Salandria, Carillo, Gomez, Zanini ed il capitano Marino sono andati via e gli acquisti, ovviamente, non sono della stessa caratura. I giovani della Berretti, per quanta volontà e sacrificio possano mettere in campo, potrebbero avere difficoltà a contenere la squadra rossazzurra. Un punto a sfavore non indifferente per Di Napoli, che dovrà inventarsi la migliore formazione per stare al passo del Catania, dove mancheranno anche Thiago Cazé e Genny Russo, entrambi squalificati.

Mancata gestione della gara: come approfondiremo nei prossimi giorni, l’Akragas butta via il risultato nella ripresa e non riesce a tenere per 90′. Ciò si è verificato per tutto il campionato ed è una pecca visibile anche guardando la classifica. Dopo una buona prestazione nei primi 45′, la squadra si disunisce facilmente e sbaglia nella gestione, subendo reti una volta su due decisive ai fini del risultato. Nel dettaglio, il centrocampo sembra staccare la spina e vengono concessi troppi spazi che gli avversari sfruttano. Se dietro l’ingranaggio non funziona, poi davanti i palloni non arrivano per segnare. Servirà ordine, equilibrio e concentrazione per tutta la gara, altrimenti i biancoazzurri non riusciranno ad ottenere un risultato positivo. Sicuramente, fare un match di totale difesa come quello di Francavilla Fontana non risolverà le cose, per cui ci sarà bisogno anche di un po’ di sfrontatezza e spirito d’iniziativa.

I PREGI – Adesso concentriamoci sulle cose positive che, nonostante tutto, abbiamo trovato in questo Akragas.

Volontà: la mancata gestione di gara, probabilmente, è dovuta al fatto che la formazione è debole e non ha le forze per mettere sui binari giusti la partita. Non si può però non riconoscere la forza di volontà dei ragazzi akragantini, che è saltata fuori ad esempio negli ultimi secondi del match contro il Fondi, dove il pareggio è stato acciuffato sul filo del rasoio. Il solo impegno a volte non basta, però quest’orgoglio nei confronti della maglia indossata non passa in secondo piano. Di Napoli lo sa e si augura che funzioni, specie in partite importanti come queste.

Il contropiede: ultimamente non ha funzionato, però rifacendoci alla sfida dell’andata al Massimino, l’Akragas quando riesce a ripartire in superiorità numerica è davvero pericoloso. Mister Di Napoli potrebbe puntare proprio su questo: chiudersi e ripartire, tornare e velocizzare la manovra. Ovviamente è un Catania totalmente diverso da quello visto a settembre ma questa tattica potrebbe essere utilizzata dal tecnico akragantino per mettere in difficoltà i rossazzurri, che potrebbero sbilanciarsi in attacco nel tentativo di far goal.

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Gabriele Paratore



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