Teatro

Rinaldo Dragonera scende in campo ancora una volta

Teatro interno 1
9 mar 2015 - 13:33

CATANIA -Idda fu, Angelica, cu stu velenu dell’Italia, nu velenu così sottile che in certi momenti anche io nelle vene me lo sento… e anche ora ca sto qui intossicato d’odio, dentro mi sento un fremito, e stu fremitu mi pare na bestemmia, che solo per la Sicilia dovrei sentire, perché st’isola niente ha a che fare cu st’autra terra, tantu ca diu mari si misi inturnu“.

Battuta tratta dalla splendida commedia musicale “Rinaldo in campo”, scritta da Garinei e Giovannini nel 1961, che, con la collaborazione di uno dei più grandi interpreti di Rinaldo Dragonera, Domenico Modugno, musicante dell’intera commedia, ne fanno una delle opere teatrali più importanti del ’900.

Messa in scena da personaggi illustri come Massimo Ranieri e dalla coppia Serena Autieri e Fabio Troiano, ieri sera è stata riproposta dalla compagnia teatrale dell’ArtAccademy Carrara, al teatro comunale di Bronte.

Diretti dai registi Francesca Ferro, figlia del mitico Turi Ferro, e Francesco Attardi, i ragazzi della compagnia sono riusciti a raccogliere il consenso e gli applausi del pubblico, grazie alla loro impeccabile interpretazione di una storia legata indissolubilmente al panorama teatrale siciliano ed in particolar modo a quello del mondo dei pupi siciliani.

La storia narra l’epopea del brigante Rinaldo Dragonera, interpretato magistralmente da Francesco Macaluso, che agisce nella zona di Catania. Dragonera è il capo di una banda di briganti che, incarnando i panni di un nuovo Robin Hood, ruba ai ricchi per aiutare i diseredati. Una personalità altezzosa, sicura di se, ma che una donna farà sciogliere come un cubetto di ghiaccio al sole.

Al giorno d’oggi - commenta Macaluso -, tutti vorremo sentirci un pò Rinaldo; un uomo che, seppur brigante, aiuta le persone meno fortunate a discapito di chi si arricchisce alle loro spalle; un personaggio estremamente legato alla sua sicilianità, ma che, abbagliato dall’amore, partirà con Garibaldi per unificare l’Italia“.

Un Francesco Macaluso messo davanti ad una prova ardua: interpretare le canzoni di Domenico Modugno. Compito non facile ma che, secondo i critici più severi (il pubblico), riesce a svolgere con incredibile naturalezza: “Uno dei complimenti più belli e di cui faccio tesoro, è stato quello di essere paragonato, nel cantato, proprio al cantautore pugliese. Credo che sentirsi dire <chiudendo gli occhi riuscivo a vedere Modugno sul palco>, sia davvero incredibile”.

Di lui si innamora Angelica, interpretata da Giovanna Di Giacomo, ragazza dal carattere ribelle, figlia di una nobile famiglia borbonica, ma sostenitrice della causa garibaldina.

Quello di Angelica è un personaggio che incarna perfettamente la forza d’animo delle donne sicule. Una ragazza forte, testarda e senza alcuna paura, tanto da riuscire a cambiare e, se vogliamo, “sottomettere” il temibile Dragonera, del quale però, si innamora follemente; una personalità fortissima che Giovanna Di Giacomo riesce a far arrivare al pubblico, mettendo sul campo un’interpretazione degna di Delia Scala.

E sarà grazie ad Angelica che il brigante Dragonera subirà una metamorfosi: da brigante a patriota. Rinaldo prende atto che rubare, sia pure per aiutare i poveri, è pur sempre un reato, e pertanto decide di unirsi a Garibaldi per la liberazione della sua Sicilia dall’occupazione dei Borboni, innamorandosi a sua volta della splendida Angelica.

A supportare le gesta del brigante siculo, i suoi scagnozzi Prorunasu e Facciesantu, interpretati rispettivamente da Giovanni Maugeri e Vincenzo Ricca, e il brigante romani Chiericuzzo, impersonato da Gabriele Vitale. Il duo comico, di cui hanno vestito i panni i grandissimi Franco e Ciccio nella prima rappresentazione, alterna azione ad una comicità esilarante, in grado di alleggerire una commedia che, di base, affronta un argomento storico molto importante. Chiericuzzo, invece, è il classico personaggio comico ma furbo, che si finge siciliano per ingannare le famiglie benestanti.

A far parte del cast anche altri talenti dell’accademia CAMS di Catania, tra cui Nicoletta Seminara (Zia Agata), i ballerini Rosario Rizzo (reduce dal programma Forte, Forte, Forte di Raffaella Carrà), Paola Catalano e Sonia Pitiddu, e Vincenzo Santangelo, grande interprete del barone di Castrovillari (impersonato la prima volta da Carlo Croccolo, compagno teatrale di Totò) che, in un perfetto palermitano (cosa ambigua per un catanese) riesce a strappare applausi e risate al pubblico presente.

Insomma, una commedia brillante e ricca di risate, pronta per essere replicata per la sesta volta in terra sicula, ma, allo stesso tempo, in grado di far riflettere chi ne è spettatore.

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Giuseppe Correnti



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