Lirica

Successo per la Tosca “Turkish” di Castiglione

In scena la settima edizione dell'opera pucciana rivisitata dal regista romano. Tra le novità, una scenografia per esaltare lo scenario di Taormina
Tosca Casitglione
11 ago 2014 - 12:36

TAORMINA - Un successo, l’ennesimo per la “Tosca” di Enrico Castiglione. L’opera di Giacomo Puccini è stata messa in scena al Teatro Antico di Taormina presentando delle modifiche rispetto alle rappresentazioni precedenti.

Per Castiglione, infatti, si tratta della settima edizione rivisitata del capolavoro pucciano. Il regista romano di origini siciliane ha deciso di rivedere la scenografia, adattando il colonnato barocco romano alle colonne classiche del teatro di Taormina: “Il mio settimo allestimento dell’opera  si basa su un’innovativa idea scenografica che mette in risalto Roma come centro del potere, ma nella sua decadenza. Giganteschi frammenti del colonnato di San Pietro puntellano la scena. Il tutto ben ambientato, spero, tra la Roma Antica ed il Teatro di Taormina“.

Colonne Tosca Castiglione Taormina

Le colonne romane modificate per il Teatro Antico di Taormina

L’OPERA – Grandissimo e minuzioso lavoro dietro l’opera, che non poteva che riscuotere successo ed essere “accolta” con un’ovazione di applausi finale. Perfetto l’equilibrio tra gli interpreti delle figure principali: Elena Rossi nella parte della Tosca, Giancarlo Monsalve nel ruolo del cavalier Cavaradossi e Francesco Landolfi in quello del barone Scarpia. Il tutto condito dalla eccelsa e delicata Turkish National Orchestra,  diretta dal maestro Cem Mansur, composta da novanta musicisti provenienti da ogni parte del mondo.

Elena Rossi Tosca

L’attrice Elena Rossi nel ruolo della Tosca

Un gruppo solido, che dà vita alla settima edizione della Tosca prodotta da Castiglione, che la definisce così: “E’ un capolavoro forte, passionale, che io amo definire cinematografico, perché l’orchestrazione di Puccini è ricchissima di commenti sonori legati a ciò che succede e che deve succedere in scena. E’ una partitura immensa, che ogni volta che apro e studio riserva sempre delle sorprese ed offre nuove opportunità. E ogni volta la devi reinterpretare, a seconda delle ambientazioni scenografiche e delle possibilità attoriali del cast“.

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Andrea Lo Giudice



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