Teatro

Sold Out per l’esilarante spettacolo “Officine Gatto Blu”

gatto blu
28 ago 2016 - 17:18

CATANIA – La superba voce di Giovanna D’Angi, l’allegria e il ritmo sfrenato di Froncois e Le coccinelle, la satira pungente di Barbara Foria sul mondo femminile e maschile dei quarantenni di oggi, le freddure del “Duodeno” ovvero Luciano Messina e Nuccio Morabito e quella sana voglia di raccontare la naturale teatralità del catanese con pregi e difetti senza prendersi troppo sul serio di un ispirato e incontenibile Gino Astorina sono gli ingredienti del successo dello spettacolo “Officine Gatto Blu” rappresentato all’Arena Adua davanti ad un pubblico coinvolto e generoso negli applausi.

Tre ore di energia e positività capaci di ricreare sin dalla prima nota della tastiera di Astorina o le simpatiche piroette di Francesco Turrisi in arte “Francois” l’atmosfera quasi poetica delle prove, come si faceva una volta, in un garage dei concerti degli anni settanta in cui tutto era più semplice, meno arzigogolato e forse più social anche se facebook e soci ancora non esistevano.

Grandi consensi e partecipazione della platea gremita per l’interpretazione di “Ciao Amore” di Giovanna D’Angi che riesce a far cantare i presenti anche dopo la fine della canzone per parecchi minuti.

Energica e vitale Barbara Foria che con l’allegria tipica dei napoletani gioca e scherza con il pubblico facendo riconoscere in molti la differenza tra gli ex ventenni e la nuova generazione di donne e uomini che non si rassegnano all’età che avanza e tentano di sconfiggere i problemi del trascorrere degli anni con rimedi naturali e non.

Da lasciare senza respiro per la divertente comicità il sipario comico-grottesco del Duodeno, al secolo Nuccio Morabito e Luciano Messina, che si lancia in una serie di battute sottili e sagaci capaci di conquistare consensi dall’inizio alla fine.

Padrone indiscusso della scena Gino Astorina che con i suoi nostalgici e comici racconti dell’estate tipica della famiglia catanese degli anni sessanta con nonni e bambini al seguito ha riportato alla memoria di molti i ricordi ingenui e scanzonati di una Catania in bianco e nero.

Sul palco si ride, si canta, si balla e si scherza a suon di successi intramontabili di Mina, Fausto Leali e Patty Pravo. Godurioso il momento finale in cui Francois sconfitto dall’improponibile gara di canto con Giovanna D’Angi chiede all’istrionico Gino Astorina di cantare con occhi languidi “Pensiero Stupendo”, brano coreografato da Barbara Foria, Giovanna D’Angi e dallo stesso Astorina con ironiche strusciate sul divertito e complice Francesco Turrisi.

Elisa Guccione

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA