Intervista

Premio Cendic Segesta dedicato alla drammaturgica contemporanea

cendic
11 lug 2016 - 17:13

TRAPANI – Il centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea Cendic, in collaborazione con il Comune di Calatafimi Segesta, il Calatafimi Segesta Festival “Le Dionisiache 2015”, il Centro Teatrale Meridionale di Locri e con la partecipazione del “Teatro di Roma” e delle “Biblioteche di Roma”, decide di dare vita alla II edizione del Premio Cendic Segesta dedicato alla drammaturgia contemporanea.

Incontriamo, poco prima della scadenza del bando fissata per il 13 luglio, la presidente del Cendic Maria Letizia Compatangelo, la quale ci spiega quali siano le idee e i progetti del concorso teatrale.

La giuria composta da Veronica Cruciani, regista, Marco Antonio Lucidi, critico teatrale, Carmelo Grassi, presidente del Teatro Pubblico Pugliese, Manuela Mandracchia, attrice, ed Orazio Torrisi, regista e produttore, giudicherà i testi finalisti e decreterà il vincitore. L’edizione 2016 a quale argomento sarà dedicata? 

 Il tema di quest’anno è ispirato al mito classico con riferimento all’opera di Robert Graves. Le buste saranno aperte il 29 agosto e il vincitore sarà proclamato il 4 settembre a Segesta”.

Il Premio Cendic Segesta si nutre di impegno, volontariato ed amore per promuovere il Teatro Contemporaneo che non è abbastanza tutelato dalle Istituzioni. Come vi ponete davanti a questa situazione?

“Lo Stato dovrebbe dotare l’Italia, come gli altri Paesi europei, di una Fondazione Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea. È assurdo non avere un Ente che curi e protegga la propria identità linguistica. Senza la promozione e la diffusione della scrittura teatrale contemporanea il teatro, che deve rappresentare la quotidianità, sarebbe come un cinema che replica senza sosta ‘Ombre Rosse’ o ‘Morte a Venezia’, perché il teatro si evolve come la vita”.

In un clima di indifferenza generale quali sono state le difficoltà incontrate per realizzare un progetto il cui unico scopo è dare voce al teatro?

Siamo artisti e quindi ricchi di idee. La difficoltà più grande è stata sicuramente la mancanza di fondi, che costringe a fare delle rinunce e non realizzare parte dei progetti studiati per aiutare tutti i giovani talentuosi autori che credono nella forza della parola e nel potere terapeutico del teatro”.

Possiamo definire il Premio Cendic Segesta un’iniziativa nata per gli autori e sui loro naturali desideri?

La partecipazione al concorso è in ogni sua fase gratuita ed estremamente trasparente in quanto è super visionata da un notaio. La vittoria consiste nel mettere in scena a Segesta, Roma e Locri il proprio testo con le relative repliche, che senza alcun dubbio è l’obiettivo di ogni autore ma non si limita solo a questo, in quanto grazie ai protocolli d’intesa ci sarà una rassegna dei testi finalisti, che avrà luogo da gennaio a maggio 2017, che sarà ospitata dal ‘Teatro di Roma’ e dalle ‘Biblioteche di Roma‘ ”.

Elisa Guccione

Redazione NewSicilia



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