Teatro

Palermo, “Echi della lunga distanza”: il lieto fine di alcuni stranieri

eco degli stranieri
4 dic 2015 - 19:02

PALERMO - A volte, anche per chi non ci spera più, arriva il lieto fine: questo è quello che è accaduto ad alcuni stranieri partiti dalle coste dell’Africa sui barconi della speranza e giunti nella Scuola di Lingua Italiana per Stranieri ItaStra, e che hanno debuttato in uno dei teatri più importanti di Palermo. 

“Echi della lunga distanza”: questo lo spettacolo che ha visto il tutto esaurito e che, con convinzione, ha visto premiare il lavoro di tanti mesi. 

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Ospite speciale della giornata Giovanni Ruffino, studioso di fama internazionale di lingua e dialetti e fondatore dell’Atlante Linguistico della Sicilia, che ha ricevuto la medaglia di Benemerito dell’Ateneo di Palermo.

Non a caso, la giornata è stata intitolata “Ascoltare – La città, i nuovi venuti, i Maestri”, a voler sottolineare la virtuosità del dialogo, una sorta di filo conduttore, tra generazioni in apparenza tanto lontane e diverse per esperienze di vita. Il tutto nella cornice dell’inaugurazione del nuovo anno accademico del dottorato di ricerca in “Studi letterari, filologico-linguistici e storico culturali” del Dipartimento di Scienze Umanistiche. Momenti di teatro, parola ed emozioni scanditi dalla musica e dalla voce di Francesco Giunta.

palermo

La regia dello spettacolo è stata affidata a Yousif Latif Jaralla, con le foto di Antonio Gervasi e la musica di Riccardo Palumbo. I ragazzi e le ragazze migranti hanno dato voce alle esperienze vissute dai loro coetanei, incontrati tra i banchi di ItaStra, per raggiungere le coste dell’Italia da soli, senza famiglia. E la platea, i palchi e la galleria del teatro si sono riempiti di un pubblico variegato: ragazzi migranti che, come loro, hanno vissuto esperienze molto simili, donne straniere con i loro bambini in braccio, studenti cinesi, studenti UniPa, tirocinanti, ragazzi provenienti da tutto il mondo e che seguono i corsi di lingua italiana della Scuola ItaStra. E poi ancora insegnanti, docenti universitari, rappresentanti dell’amministrazione comunale (il vicesindaco Emilio Arcuri e gli assessori Catania, Evola e Ciulla) e dei vertici del mondo accademico. Accanto al neo rettore Fabrizio Micari, anche i due già rettori Roberto Lagalla e Giuseppe Silvestri. 

E poi ancora tanti operatori delle comunità della città che accolgono questi giovani, associazioni che si muovono nel sociale, semplici curiosi, appassionati di teatro. Allo spettacolo hanno anche assistito oltre venti scrittori e poeti: sararanno loro a compiere il prossimo passo per l’inclusione linguistica e sociale dei minori. Infatti, dopo aver assistito allo spettacolo, metteranno nero su bianco le emozioni e le sensazioni provate. Creeranno quindi un testo che sarà pubblicato in antologia sul tema dell’immigrazione a cura di ItaStra. Scopo dell’iniziativa è quello di continuare a narrare le storie di mobilità determinate dalle depressioni e dagli squilibri globali, ma anche quello di continuare a farle ascoltare.

A conclusione della tanto partecipata manifestazione, UniCredit ha donato 25 suoi computer che sarebbero stati dismessi alle comunità di accoglienza. Per l’occasione, i pc sono stati rimessi a nuovo e sono tornati totalmente funzionanti. 

Rossana Nicolosi



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