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Musica, teatro e cinema con “Porte aperte Unict 2016″

Musica, teatro e cinema con "Porte aperte Unict 2016"
Musica, teatro e cinema con "Porte aperte Unict 2016"
3 lug 2016 - 19:27

CATANIADomani, lunedì 4 luglio 2016, alle ore 20,00, nel Monastero dei Benedettini si terrà “Porte aperte Unict 2016“, un mix di musica, teatro e cinema.

Una poliedrica rassegna di eventi coordinata dall’ateneo catanese per valorizzare siti dedicati non solo allo studio  e alla ricerca.

La società catanese Amici della Musica, ormai punto di riferimento nel panorama musicale cittadino per la costante attenzione alla musica contemporanea e ai più qualificati interpreti cresciuti all’ombra dell’Etna, contribuisce alla kermesse con una serata nella storica cornice del Chiostro di Ponente del Monastero dei Benedettini.

Si tratta di un singolare “ritorno alle origini”, e cioè al concerto che aveva inaugurato la stagione della Scam, il 26 novembre del 2015, in occasione del quale era stato presentato – in prima esecuzione assoluta – Visioni, un ciclo di diciotto canti per voce e pianoforte di Joe Schittino, su testi del tenore Riccardo Palazzo.

La presentazione del progetto discografico tra le mura dell’Università vuole essere non solo un tributo all’arte di uno dei più giovani e più affermati musicisti attivi in campo internazionale, ma anche un’occasione per discutere delle sorti della musica d’oggi, della composizione di queste antologie musicali e dei problemi legati alla loro esecuzione.

Joe Schittino e Riccardo Palazzo intrecceranno un dialogo a più voci con il musicologo Riccardo Insolia, docente all’Istituto musicale “Vincenzo Bellini” di Catania, fondatore e instancabile animatore de L’Offerta Musicale Ensemble, e il musicista Matteo Musumeci, voce tra le più autorevoli del teatro musicale contemporaneo.

Riccardo Palazzo, tenore, e Graziella Concas, pianista, presenteranno una corposa sintesi delle tre raccolte musicali.

L‘ingresso sarà libero con possibilità di sottoscrizione volontaria per la campagna “I Briganti si meritano un prato”.

Roberta Rapisarda



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