Operina

Che irresistibili le badanti di Gianni Salvo al Piccolo teatro

20 nov 2014 - 06:00

CATANIA – Gianni Salvo, come è solito fare, al Piccolo teatro, introduce lo spettacolo con alcune notazioni storico-culturali sull’operina, tale infatti è “Le due badanti” di Villeneuve e Lemonnier nella traduzione e nell’adattamento di Domenico Carboni.

Un genere che ha vissuto la sua stagione felice all’inizio del secolo scorso, utilizzato, si fa per dire, come intermezzo nell’intervallo delle opere più seriose.

Un genere che affonda le sue radici – dice Salvo – nella commedia dell’arte italiana e probabilmente anche più indietro. Oltre a Leo Delibes che firma la musica ( ricordiamo che sua è la musica del balletto Coppelia, andato in scena al teatro Massimo con la compagnia Cosi-Stefanescu)  altro grande autore di operine è stato Offenbach. A lui il Piccolo teatro dedicherà il 18 aprile la messa in scena di “Lischen e Fritzchen” e “Il violinista”.

Fondamentale per questo genere di spettacolo, quindi, la musica magistralmente eseguita al pianoforte dal vivo dal maestro Pietro Cavalieri.

Non ha avvisato il pubblico Gianni Salvo che da lì a qualche momento sarebbe stato complice di tre attori-cantanti (la definizione è senz’altro riduttiva) dalle doti istrioniche: belle voci, accattivanti, autoironia da vendere, anzi da regalare perché alla base della loro interpretazione c’è, e si sente, la gioia di dare qualche momento di riflessione sorridente.

Fortunè – Nicola Alberto Orofino – svela il meccanismo che fra poco scatterà come una molla: è squattrinato e spera nell’eredità dello zio. Si finge malato e attende una badante. (Come si vede il ricorso alle badanti non è un’esclusiva del nostro tempo).

Non si aspetta, però, che anche lo zio ne ha inviata una.

Ed ecco che arriva la prima, madame Potichon: che dire di Tiziana Bellassai che l’interpreta? E’ un pericolo per le coronarie del pubblico più attempato, specie per quello della prima fila. Tempi musicali e comici di straordinaria precisione, voce stridula quanto serve, perfettamente in parte.

Tiziana Bellassai e Maria Rita Sgarlato

Tiziana Bellassai e Maria Rita Sgarlato

 

Si esalta quando arriva la seconda badante, madame Vertuchou. Maria Rita Sgarlato. con la sua inflessione “tetesca”, fa da contrappunto alla collega, ne diventa complice, è esilarante quando tenta di concupire il povero Fortunè. I duetti e poi il trio fra i protagonisti in scena sono delle chicche, rare a vedersi con questa qualità su un palcoscenico. Pubblico costretto spontaneamente a seguire con  battimani ritmato alcuni passaggi musicali di grande presa.

Una nota meritano, come al solito, i costumi di Oriana Sessa: vederli già anticipano carattere e gusti del personaggio, come occorre che sia.

Infine Gianni Salvo, che non rinuncia al suo amore per l’”oggettistica” con quelle lunghe mani che spuntano a sorpresa dalle quinte a salutare o a fare da appendiabiti. Ma è la regia che ancora è ricca di  fantasia, di qualità, che gestisce la comicità trascinante delle due attrici tenendola su alti livelli professionali – operina\intermezzo, sì, ma sia ben chiaro anche eleganza, ben distante dalla tentazione del cabaret e dell’avanspettacolo.

Standing ovation finale per Nicola Alberto Orofino, Maria Rita Sgarlato, Tiziana Bellassai, Pietro Cavalieri, Oriana Sessa e per il maestro Gianni Salvo.

Grande successo, quindi, che “costringe” il Piccolo teatro a replicare domenica pomeriggio alle 17,30. Spettacolo assolutamente da non perdere.

 

 

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Redazione NewSicilia



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