Teatro

I ART, al via la quadrilogia di drammaturgie virtuali di Retàblo

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13 giu 2015 - 18:31

CATANIA - Prende il via da Piazza Armerina (16 giugno, Teatro Garibaldi, ore 21) e Pozzallo (20 giugno, Cine Teatro Giardino, ore 21) con il “Tifèo”, la storia del mostro dalle cento teste sepolto vivo da Zeus sotto la Sicilia, l’inedita quadrilogia di drammaturgie virtuali elaborate dalla compagnia Retàblo per la sezione teatro del Festival I ART, il grande contenitore di eventi multidisciplinari incluso nell’omonimo progetto comunitario, ideato e diretto da I World e con il Comune di Catania ente capofila. Ingresso gratuito, con ticket al botteghino, fino a esaurimento posti. Il Tifeo sarà a Catania e Palermo in settembre.

Il progetto di Retablo s’intitola Kthack, sintesi delle parole Katàne e Hack, e farà da fil rouge dei quattro spettacoli ideati per drammaturgie virtuali in impianti scenici tridimensionali: “Tifeo”, “De Cìnere”, “Soggiornando Vicino” e “Non si vive nemmeno una volta”.

Da una partespiega Turi Zinna, che firma la drammaturgia e la scrittura scenica di Tifeoci sono il territorio etneo e la città che siede sulle sue falde, per nove volte distrutta e sepolta sotto la lava: il più grande monumento mondiale all’oblio, alla rimozione e alla continua rinascita dalle ceneri di una memoria dimenticata. Dall’altra parte il mondo delle nuove tecnologie e della ricerca di modi non standardizzati di fruirne l’esperienza. Il tema che li accomuna è il linguaggio non lineare dell’inconscio, del mito, della decostruzione / distruzione / ricostruzione della realtà. Un approccio plurale affidato allo sguardo visionario di diverse competenze artistiche”.

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Per il Tifèo, Turi Zinna, Fabio Grasso e Giancarlo Trimarchi si confrontano con l’energia rivoluzionaria del mostruoso gigante dalle cento teste e dalle cento braccia serpigne Tifeo, sepolto vivo da Zeus sotto l’intera massa dell’isola siciliana, con la testa schiacciata dal vulcano. Reietto, esiliato fuori dai confini translucidi della ben ordinata civiltà olimpica, il figlio della Terra e del Tartaro squarcia la superficie che lo cela seminando panico, cataclismi e tumulti nell’intimo del fortino occidentale.

Dal 1989 Retablo crea, produce e promuove drammaturgia contemporanea. Ha portato in scena numerosi autori mai rappresentati prima in Italia tra cui il venezuelano José Ignacio Cabrujas e il tedesco Daniel Call rispettivamente con i testi Acto Cultural e Das Kammerspiel. Fra le collaborazioni di prestigio Judith Malina e Hanon Reznikov del Living Theatre.

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Redazione NewSicilia



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