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La drammaturgia siciliana ritorna ai Benedettini di Catania

Io, mai niente con nessuno avevo fatto (1)
11 lug 2016 - 17:18

CATANIA - L’Ateneo di Catania apre le sue porte alla nuova drammaturgia siciliana. Si chiama proprio “Nuovo Teatro” il ciclo promosso dall’associazione Teatro della Città e dall’Ateneo, inserito nella rassegna “Porte aperte Unict 2016”.

Lo scenario è sempre quello del Monastero dei Benedettini, che ospiterà quattro spettacoli individuati come rappresentativi di un percorso che va oltre la prosa pura, sperimentando contaminazione di generi e commistione di stili per conquistare siti alternativi e portare il palcoscenico tra la gente. Un’operazione che vede, dunque, come protagonisti non solo gli autori, i registi e gli interpreti, ma soprattutto il pubblico che viene profondamente coinvolto e trascinato nelle storie.

Si comincia mercoledì prossimo,13 luglio alle ore 21, nello splendido Chiostro di Ponente, con la pièce “Io, mai niente con nessuno avevo fatto” di Joele Anastasi, a cura della compagnia Vuccirìa Teatro, interpretato dallo stesso Joele Anastasi, Enrico Sortino e Federica Carruba Toscano.

È la storia di Giovanni, incarnazione dell’ingenuità e della passione allo stato puro, dell’innocenza che supera tutte le barriere della conoscenza e dell’ignoranza: un pezzo unico di anima che dice tutto quello che pensa, che crede a tutto quello che gli viene detto. Giovanni è la forza e il coraggio di chi non riesce a vedere il mondo se non come uno spartito di note da danzare. L’istinto alla vita, alla sopravvivenza. Al di là della malattia. Al di là del male.

L’universo in cui gravitano i tre personaggi è un universo popolare, pieno di brutalità e d’istinto, dove nulla è comandato dalla mente ma solo dall’impulso del corpo. Uomini che sono bestie, che sono angeli, che sono demoni. La violenza si scontra con l’ingenuità, in un mare di brutalità, dove Rosaria, cugina di Giovanni, è tutto per lui: sorella, fidanzata, madre e figlia.

C’è spazio per l’amore, c’è spazio per la rivalsa, ma tutto ha un prezzo. Giovanni lo sconterà attraverso gli occhi ambigui e violenti e il corpo pulsante e focoso di Giuseppe, insegnante di danza, unico amore-amante di Giovanni. E se è vero che tutto il peso ricade proprio su Giovanni, ingenuo e puro, lui sarà l’unico capace di sopportare questo peso e di non sentirne addosso la minima pressione riscattandosi proprio attraverso i corpi e le anime dilaniate di Rosaria e Giuseppe. Ma saranno tre corpi, quelli dei protagonisti, che non si incontreranno mai. Vivranno uniti solo nel ricordo, nella maledizione, nel tentativo ora di ricordare e ora di dimenticare.

Il biglietto d’ingresso costerà 10 euro, ridotto (7 euro) per il personale universitario, ridotto (5 euro) per studenti e soci di Queers (associazione che si occupa di sensibilizzare sulle tematiche Lgbtqi, che collabora nell’organizzazione dello spettacolo).

Il ciclo proseguirà il 20 luglio, nel Cortile del Monastero, con “La nave delle spose”, tratto dall’omonimo testo teatrale di Elvira Fusto e Lucia Sardo e prodotto da Città Teatro Danza, con le coreografie di Silvana Lo Giudice.

L’indomani, giovedì 21 luglio, nel Chiostro di Ponente, andrà in scena “Giacominazza” di Luana Rondinelli, prodotto da Accura Teatro, con Luana Rondinelli e Giovanna Mangiù.

Infine, mercoledì 27 luglio sarà la volta di “Cuntammare” (La Casa dei Santi) di Giovanni Calcagno, con lo stesso autore e Giuseppe Severini.

 

Carlo Marino



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