Lirica

Salvo Sambataro: “La musica? Un’amante capricciosa che ci fa soffrire”

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26 ago 2016 - 17:16

CATANIA – Nella magia della Chiesa della Badia di Sant’Agata il concerto “Dal Barocco al Novecento”, promosso da un’iniziativa del Coro Lirico Siciliano, del tenore Salvo Sambataro accompagnato al piano da Annalisa Mangano e dal soprano Susanna Lafiura.

Poco prima della prova generale, seduti nella terrazza della Chiesa accarezzati al tramonto dal paesaggio mozzafiato di piazza Duomo e via Vittorio Emanuele, scopriamo chi è il tenore Salvo Sambataro. 

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Questa sarà la sua prima volta alla Badia di Sant’Agata, nonostante quasi quarant’anni di carriera musicale alle spalle. Cosa significa per un catanese che ha cantato e lavorato in giro per il mondo?

“È un incontro sentimentale molto importante con la mia città. Dopo aver cantato davanti alle platee internazionali esibirmi a Catania e tra la mia gente è un vero incanto. In programma arie di Puccini, Verdi, Bellini e due duetti importanti come il brindisi della ‘Traviata’ e ‘E Vui Durmiti Ancora’. Mi emoziono sulle note di “E lucean le stelle”, la famosa aria della Tosca. Essere abbracciato dall’applauso del pubblico della Badia è per me un’emozione indescrivibile”.

Ci racconta come nasce la sua passione per la musica lirica?

“Nell’estate del ‘78, a sedici anni, creai un complesso e da lì iniziò la mia personale storia musicale. Andando avanti negli anni ho studiato musica seriamente e ho provato su richiesta anche dei vari professori a sperimentare la mia voce nel campo della lirica. Il virus musicale mi è stato trasmesso da mio nonno, chitarrista Rai, e dal tenore Natale Urzì. Da allora sin da adolescente la mia vita è stata arricchita da musica, bel canto e buon teatro.

Lei ha cantato in giro per il mondo affrontando un pubblico ogni sera diverso. C’è stato un episodio magari curioso che l’ha spinta ad approfondire il bel canto all’italiana?

“Ricordo bene quando durante una delle varie crociere (Salvo Sambataro è stato musicista e cantante nelle navi da Crociera ndr) alcuni turisti cinesi siano rimasti rapiti, nonostante non capissero una parola di quello che stavo cantando, dall’interpretazione della nostra “E Vui durmiti ancora”, tanto che raddoppiarono le mie serate musicali nei saloni della nave e mi diedero grande spazio e libertà anche durante gli spettacoli teatrali dedicati esclusivamente ai miei concerti lirici”.

Adesso nella sua vita c’è il Coro Lirico Siciliano, un’occasione sicuramente importante…

“Dopo essere stato provinato dal M° Francesco Costa si sono aperte le porte della lirica a pieno titolo ed ho avuto modo di poter girare i più importanti teatri internazionali con la messa in scena di opere come “Carmen”, “Norma”, “Il barbiere di Siviglia” fino ad arrivare sul palco di Macao in Cina con il “Faust”.

Prima di lasciarci definisca cos’è la musica per il tenore Salvo Sambataro e qual è il suo sogno nel cassetto?

“La musica è Amore. È un’amante capricciosa che ci fa soffrire e ci ama allo stesso tempo. Il mio modello è Placido Domingo ma sono molto legato anche alla voce del tenore Giacomo Lauri Volpi, Beniamino Gigli e Mario Del Monaco. Il mio sogno chiuso nel cassetto sin da piccolo è interpretare Mario Cavaradossi in Tosca”.

Prossimi impegni?

“È quasi tutto pronto per la tournee tra dicembre e gennaio in Cina”.

Elisa Guccione

 

Redazione NewSicilia



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