Musica

Catania, Morgan prima del concerto al Qubba: “Torniamo offline”

morgan
30 ago 2015 - 11:54

CATANIA - Grandi occhiali scuri, magliettina grigia e un mal di denti fotonico. Nemmeno tre antidolorifici sono riusciti a far passare il dolore a Marco, che però voleva mantenere la parola data ed incontrare la stampa nel giardino del Qubba, la masseria sonora alle porte di Catania che ospita l’unica data in Sicilia Orientale del “Bio-Electric tour” l’entusiasmante viaggio musicale di Morgan & Megahertz nei club delle più importanti località italiane.

Affondo ad X-Factor e ai produttori delle ultime edizioni, invito al ritorno alla vita off line, musica come terapia, elettronica al servizio del musicista. Sono solo alcuni degli argomenti di cui ha parlato il cantautore briazolo, in una chiacchierata rilassata e bucolica, immersa nella campagna siciliana della masseria sonora alle porte di Catania, tra un dolce siciliano e un raggio di sole.

Proprio dall’aria siciliana è iniziato il discorso di Morgan: “A Catania si dorme benissimo, forse per questo avete tempi così rilassati. Ho dormito benissimo, a Milano non si dorme mica così”. E poi l’affondo all’ipocrisia di X – FACTOR: “X Factor è degenerato, prima quando era trasmesso dalla Rai, si spegnevano le telecamere e si continuava a lavorare con i ragazzi, portando avanti un progetto, guardavamo dvd insieme, da De Andrè ai Pink Floyd, loro dovevano sapere cosa stavano facendo, cosa stavano cantando. A Sky, invece, si spengono le telecamere e tutti a casa. Nell’ultima edizione non conoscevo nemmeno i nomi dei concorrenti, non potevo avvicinarli. Quale talento? Sono prodotti fatti per durare una stagione”.

Ritorniamo alla vita offline – è l’invito del musicista lombardo – l’Elettronica deve essere a servizio del musicista. Il mondo non riesce più a distinguere il fatto di lavorare col computer ed essere online, ma sono due discorsi diversi, bisogna pensare di ricominciare a tornare offline. Adesso è tutto legato ad una connessione, anche la musica che finisce in un cloud, non abbiamo più i supporti fisici. Prima compravo la musica e la tenevo dentro il pc, adesso finisce nel cloud e senza una connessione non la posso ascoltare. A me sembra un sopruso”.

E in merito ai giovani oggi sempre più “social”: “Bisogna distinguere da social e sociale. Ascoltate la canzone “il sociale e l’anti sociale” di Guccini. Questa che chiamano social non ha niente a che fare con una realtà sociale, è una realtà di ognuno in camera sua e non è una società. Anche le malattie di adesso, sono psicologiche e derivano dalla compulsione”. “Suonare dal vivo è la dimensione più interessante della musica. Per me la musica è una dimensione di pace, ti senti al mondo, è in una dimensione metafisica che ti riporta all’essere vivo, essere umano. È un’ottima medicina”

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Redazione NewSicilia



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