Musica

Anche due candidature lentinesi al “Premio Tenco”

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3 set 2016 - 16:13

LENTINI - Candidati alla targa Tenco 2016 anche due produzioni discografiche di artisti lentinesi, la compagnia d’Encelado Superbo e Alfio Antico. Che concorrono per la categoria “album in dialetto”.

Al prestigioso premio, la Compagnia d’Encelado superbo partecipa con “Pueta d’amuri”, un omaggio al poeta popolare lentinese Ciccio Carrà Tringali e alla città dei poeti, con i testi di Giuseppe Cardello e Ciccio Carrà Tringali e le musiche di Salvo Amore. Un’opera cantata e recitata, in dialetto e in lingua, in un ensemble di sonorità antiche e contemporanee, realizzata da una produzione tutta lentinese. “Con Pueta d’amuridice Pippo Cardello, poeta e cantastorievogliamo rendere omaggio a Cicciu Carrà Tringali, u pueta spaccapetri ca di tuttu ni faceva puisia. Un omaggio che vuole anche viaggiare, però, nel tempo senza tempo dei poeti, degli artisti, che vuole raccontare una storia universale, la storia dei viaggiatori senza meta e dei canzonati eroi, intrecciando versi antichi con ritmi nuovi, sonorità della tradizione con linee contemporanee, a dimostrare che niente cambia ma che tutto si rinnova”. Il cd contiene pure alcuni brani musicati da Carlo Cattano.

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Alfio Antico, uno dei maggiori tamburellisti italiani, concorre alla targa Tenco con “Antico”, un’opera in cui cultura popolare e tradizioni si mescolano alla musica elettronica. Un viaggio, accompagnato da tamburo e voce e fatto di ricordi, che parte dalla Sicilia per ritornare nella Sicilia stessa. L’album differisce moltissimo dalle precedenti creazioni artistiche, esclusivamente popolari, per dare spazio a una musica popolare moderna. La produzione è stata realizzata da Lorenzo “Colapesce” Urciullo e Mario Conte che hanno curato gli arrangiamenti. Quella di Alfio Antico è senza dubbio una carriera esclusiva perché fino all’età di 18 anni ha fatto il pastore tra le montagne dell’entroterra siracusano. Dal suo rapporto viscerale con la natura e gli animali è nato il suo amore per la musica e per i tamburi con i quali entra in perfetta simbiosi. “Io sono il tamburo”: così si definisce e così viene da tutti riconosciuto.

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Gisella Grimaldi

Redazione NewSicilia



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