Teatro

Beppe Fiorello a Palermo: “Penso che un sogno così…” uno spettacolo per ricordare il padre e Modugno

modugno palermo teatro
25 nov 2015 - 11:55

PALERMO – Beppe Fiorello tornerà presto nella sua Sicilia, per la precisione a Palermo, per portare in scena il suo “Penso che un sogno così…“.

Lo spettacolo, vera e propria carrellata di eventi di vita privata, di storie di personaggi famosi, di canzoni cult, ha debuttato ieri al Sistina di Roma, teatro dove rimarrà in cartellone sino al prossimo 29 novembre. Successivamente lo show, lo stesso che è valso a Giuseppe Fiorello la nomination alle Maschere del teatro italiano 2015 come miglior interprete di monologo, toccherà Napoli, Palermo, Torino ed, infine, Milano.

Penso che un sogno così…”, non molti lo sanno, è anche uno spettacolo che l’artista dedica al padre Nicola, morto ancora giovanissimo: “Non è solo una storia. Non è una giacca da indossare. Ma il sogno di raccontare mio padre e di ritrovare quel bambino che non parlava e si vergognava. Questa sera siamo solo io, mio padre e tu“.

Lo spettacolo, giunto ormai alla sua terza edizione, ha ovunque registrato il tutto esaurito. In scena verrà rappresentata un’Italia che ormai non c’è più se non nei ricordi di qualcuno: è l’Italia di Domenico Modugno, la cui voce stentorea, prodigi della tecnologia, duetterà nel corso dello spettacolo con Beppe Fiorello.

Al termine del lungo monologo, è intervenuto ieri a Roma il conterraneo Pippo Baudo che, sulle note di “Vecchio frack” non ha mancato di rivolgere dei ringraziamenti all’attore siciliano: “Grazie per aver sconfitto questo momento. Ci volevano fermare e invece siamo qua e siamo tantissimi. Voglio dedicare la serata a questa ragazza (Valeria Solesin, uccisa dai terroristi a Parigi) che non c’è più e di cui abbiamo visto tutti le foto in questi giorni. A lei, che ci sembra una sorella, e alla sua famiglia“.

L’idea di portare in scena “Penso che un sogno così…” è venuta a Beppe Fiorello dopo aver interpretato il ruolo di Domenico Modugno per una fiction Rai; in quell’occasione l’artista siciliano non soltanto ha notato come molti brani del cantante pugliese avessero più o meno indirettamente accompagnato i momenti salienti della vita della sua famiglia, ma si è anche reso conto della somiglianza fisica tra Nicola, suo padre, ed il noto musicista.

Un commovente Beppe Fiorello ha poi rivelato sul palco: “Un sogno così io l’ho sempre avuto dentro di me. Era un sogno inconfessabile. Lo dicevo solo in bagno, allo specchio, da bambino. Dai, dai “picciruddu”, è tempo di smettere di avere paura e di diventare grande. E’ tempo di diventare Mimmo“. Diventare Mimmo, a questo punto è evidente, significa non soltanto calarsi nei panni di Domenico Modugno per la TV o il teatro, ma identificarsi con il padre, diventare uomo e ripercorrere, tenendo per mano sé stesso “picciriddu“, la strada sin qui battuta.

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Valentina Idonea



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