Università

Volantinaggio contro il numero chiuso: interviene il Mua di Catania

muavolantinaggio
7 set 2017 - 06:43

CATANIA - Continuano i test d’ammissione alle facoltà con numero chiuso in tutte le università italiane, che si prolungheranno fino alla prossima settimana.

A Catania, al centro fieristico “Le Ciminiere”, dove si stanno svolgendo i test, già da lunedì 4 settembre 2017, il “Mua” (Movimento Universitario Autorganizzato di Catania) ha cominciato a fare volantinaggio – che durerà per tutta la settimana dei test -, proprio contro il “numero chiuso”.

Il numero chiuso delle facoltà è un tema abbastanza caldo e ribattuto più volte nel corso degli anni: basta prendere in considerazione la bocciatura, da parte del Tar nei confronti della Statale di Milano, del numero chiuso nelle facoltà di scienze umanistiche. Il fronte del “no” al numero chiuso, è diventato sempre più forte negli ultimi anni, abbracciando studenti e professori.

Ed è questa la posizione che prende il Mua, “un collettivo politico - rilasciano sulla propria pagina Facebook, i rappresentanti del movimento - di studenti universitari provenienti dai vari dipartimenti dell’ateneo di Catania, che si pone l’obiettivo di riportare all’interno della nostra università momenti di confronto e dibattito, spazi dove gli studenti possano riflettere in maniera libera e collettiva di arte, cultura, politica e attualità, ma anche analizzare e migliorare il proprio luogo di studi, criticando ciò che non va e organizzandosi, dal basso e senza prospettive elettorali, per tornare a dire la nostra sulle vicende che riguardano il nostro ateneo e il sistema universitario nel suo complesso“.

Il Mua, spiega anche il motivo di questo volantinaggio, proprio davanti alla sede dove si svolgeranno i test d’ammissione. “I test – dichiarano i rappresentanti del Mua - sono di fatto il primo degli innumerevoli vincoli che oggi l’università italiana pone al diritto allo studio e si ergono a simbolo di un sistema dominato dalla concorrenza tra i soggetti che svolgono una stessa attività e la marginalizzazione dei ceti deboli. Per questo abbiamo deciso fosse giusto esserci stamattina (e ci saremo fino alla fine di questa raccapricciante celebrazione della finta meritocrazia), per dare un punto di vista diverso sui test e su ciò che rappresentano“.

Volantino del Mua.

Volantino del Mua.

Continuano a spiegare che “il numero chiuso, già alla sua introduzione nel 1999 con la riforma Zecchino, ha vissuto un complicato processo da parte della corte costituzionale, secondo cui tale manovra avrebbe violato il diritto allo studio sancito dalla carta costituzionale. Allora solo una direttiva europea che definiva l’obbligo di mantenere un rapporto adeguato tra titolo di studio e competenze acquisite evitò la sua abolizione, a patto che si mantenesse solo fino a un miglioramento delle università italiane tale che riuscissero a garantire le necessarie competenze a tutti coloro i quali ne facessero richiesta. I miglioramenti, però, non sono mai arrivati e la pratica del numero chiuso si è diffusa praticamente ovunque, inasprendo di volta in volta i suoi caratteri peggiori“.

I test - continuano – sono uno strumento con cui le università hanno la pretesa di stabilire chi può e chi non può studiare, escludendo alla base chi non ha la possibilità economica per iscriversi e selezionando senza tenere in considerazione né le condizioni di partenza del singolo soggetto né la sua capacità critica o d’analisi, bensì utilizzando come unico parametro uno sterile nozionismo. Meriterebbe poi un capitolo a parte la speculazione intorno a questo sistema, con i vari privati pronti a offrire preparazione e garanzia d’ammissione (per merito o per avvocato) a chi può permettersi di pagare rette esorbitanti“.

In questi giorni continueremo a portare tra gli studenti un punto di vista diverso, a far emergere le contraddizioni di questo sistema: non resteremo in silenzio mentre ci tolgono il diritto di studiare!” concludono i rappresentanti del Movimento Universitario Autorganizzato di Catania.

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Samuele Amato



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