Ricorso

Svolta per gli ITP: illegittima l’esclusione dalla seconda fascia delle graduatorie di Istituto

AVV. RANDAZZO
16 set 2017 - 18:22

CATANIA - Arrivano i primi pronunciamenti da parte del Tar Lazio sull’inserimento degli ITP (Insegnanti Tecnico Pratici) nella II^ fascia delle graduatorie di Istituto e Circolo.

Infatti, dopo il primo di diversi ricorsi proposti dagli avvocati Antonio Garozzo e Luigi Randazzo dello studio Gierrelex, a conferma delle loro tesi, il tribunale amministrativo con ordinanza ha sospeso l’efficacia esecutiva del D.M. n. 374/17 del 01.06.17 nella parte in cui non ha considerato gli ITP come titolati per l’accesso in II^ fascia delle graduatorie d’Istituto.

Il TAR Lazio ha chiarito che “il possesso del diploma ITP, ai sensi dell’art.2 del medesimo D.M. n.39/1998m, consentiva la partecipazione ai concorsi per l’insegnamento della relativa materia negli istituti di scuola secondaria nelle classi di concorso tecnico/pratiche per il cui accesso era sufficiente il diploma di istruzione di scuola secondaria, poichè le tipologie di diplomi rientranti nell’elenco hanno valore di ‘titolo abilitativo all’insegnamento’, senza alcuna necessità, qualora il diplomato intendesse svolgere attività di insegnamento nelle corrispondenti classi di concorso, di conseguire titolo abilitativo ulteriore”.

Secondo l’avvocato Garozzo “era del tutto illogico quanto disposto dall’art.2 del D.M. n.374/17, che non considerava come abilitante per le specifiche classi di concorso degli ITP il relativo diploma professionale, ciò perché – aggiunge l’avvocato – se quello stesso titolo era per legge idoneo all’insegnamento, non potevano esserci validi presupposti giuridici per inserire gli ITP in III^ fascia ovvero tra gli aspiranti non titolati”.

A tal proposito l’avvocato Randazzo, ha rilevato che “seppure il MIUR, dopo i numerosissimi ricorsi presentati, si è accorto dell’errore, nei giorni scorsi ha diramato una nota con cui invita tutti gli USR-Uffici scolastici regionali ad inserire gli ITP nella II^ fascia delle graduatorie di Istituto, tuttavia, in assenza di connessi procedimenti giuri-sdizionali innanzi al TAR, detto inserimento da parte delle diverse segreterie non sia poi così au-tomatico”.

Secondo i legali la decisione del TAR Lazio ridà speranza ad un’ampia realtà di professionisti che negli anni hanno maturato un significativo percorso nel mondo della scuola e che stavano per vedere vanificate le loro aspettative da un provvedimento del tutto illegittimo.

Il risultato ottenuto dagli avvocati Garozzo e Randazzo è stato apprezzato anche dal segretario generale territoriale della UIL-Scuola città metropolitana di Catania, Salvo Mavica, ”per l’impegno dei legali nell’incardinare il mirato quanto puntuale ricorso al TAR Lazio che ha prodotto il favorevole pronunciamento.

La Uil-Scuola è stata sin dal primo momento accanto ai docenti ricorrenti convinta dell’esistenza dei presupposti, sia in diritto che nel fatto, a salvaguardia, assistenza e tutela dei diritti lesi. Il risultato ottenuto dei due legali assume rilevanza anche dal punto di vista sindacale per il delicato quanto epocale momento che sta vivendo tutto il personale della scuola pubblica statale, dove si assiste alla liquefazione delle libertà individuali dell’insegnamento dei docenti e al tentativo rischioso di produrre dirigismo e burocratizzazione, e al mancato riconoscimento a tanti bravi docenti che pur essendo i più malpagati in ambito europeo, ogni giorno fanno funzionare la scuola assieme ai Dirigenti Scolastici ed il personale ATA.

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Redazione NewSicilia



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