Ambiente

Le scuole a lezione di Bioarchitettura all’Amp del Plemmirio

bioarchitettura all'Amp del Plemmirio - Copia
1 mar 2016 - 17:39

SIRACUSA - Lezioni ambientali per i 200 studenti dell’istituto “Juvara” e del liceo “Gargallo”. Fino al 31 marzo infatti verranno coinvolti nelle giornate sulla Biodiversità post expo 2016 organizzate dall’Area Marina Protetta del Plemmirio.

Location degli incontri è la sala multimediale “Ferruzza-Romano”, nella sede del Consorzio che gestisce l’oasi marina siracusana che si affaccia sul Castello Maniace.

Francesca Pedalino, presidente dell’organismo di ricerca oggi ha introdotto il concetto di bioarchitettura. Per rispondere alle domande: che cos’è la bioarchitettura? A chi serve e come si opera? Sono state illustrate le azioni di sensibilizzazione, formazione e ricerca ai temi della qualità ambientale attraverso l’antropizzazione sostenibile del territorio urbano e suburbano. In particolare attraverso la trattazione della presentazione della piattaforma digitale per l’EXPO di Milano, in cui Salute, Bellezza e Armonia sono stati i cardini del Cluster Bio-Mediterraneo, di cui la Regione Sicilia è stata capofila; proprio il cibo e l’impronta ecologica dell’uomo sul pianeta hanno infatti riguardato il tema dell’esposizione universale.

La dieta mediterranea e la bellezza del paesaggio sono stati il filo conduttore dei percorsi di bioarchitettura, studiati dall’INBAR di Siracusa, al fine di comunicare al mondo l’unicità delle nostre tradizioni e la creatività nell’innovazione tecnologica nel distretto del sud-est. Presentati al giovane parterre i cinque percorsi, che raccolgono una serie di proposte culturali e di opportunità di turismo sostenibile, offerti dal nostro territorio.

Si tratta dei percorsi di bioarchitettura proposti ad EXPO per presentare le peculiarità del distretto del sud est: ”giardino mediterraneo” “in volo su Priolo” “delizie degli iblei” “le vie del grano” “ frantoi, palmenti e tonnare”.

Percorsi che incontrano le aziende agricole del biologico, che sono impegnate nella produzione dei prodotti tipici “delizie degli Iblei”: pane, miele, marmellate, formaggi e ricotta. Vi è la riscoperta de “le vie del grano”, i suoi mulini ad acqua, legati alla produzione di farine, che testimoniano un ricco passato di molitura dei grani antichi, Tummìa e Russello, dell’area sud-orientale della Sicilia.

E poi agrumeti secolari, che custodiscono rovine antiche, templi, ville, piccoli tesori di architetture spontanee, caseggiati abbarbicati su rocce imponenti, che si tuffano nel vuoto di immensi valloni, in cui scorrono ricche sorgenti d’acqua nel percorso “il giardino mediterraneo” ed, infine, il grande patrimonio dei borghi rurali in “frantoi palmenti e tonnare”. “L’obiettivo - afferma la Pedalino - è mirare al mantenimento della biodiversità, alla sostenibilità agro-ambientale e al presidio territoriale, promuovere la sostenibilità ambientale anche nel campo della produzione, per migliorare la qualità dei prodotti alimentari valorizzando le peculiarità del territorio, beni materiali e immateriali quali la filiera enogastronomia, il paesaggio e i beni culturali”.

Redazione NewSicilia



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