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Rapporto Res 2015 preoccupante fuga di cervelli al sud già dopo il diploma, Sicilia in crisi

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10 dic 2015 - 12:47

PALERMOFuga di cervelli, non si parla più di laureati ma anche di ragazzi appena diplomati. 

Questo è quanto emerge dallo studio realizzato dalla Fondazione Res, presentato stamattina a Villa Zito di Palermo, curato da Gianfranco Viesti con la supervisione di Carlo Trigilia. 

Secondo gli studiosi sarebbero sempre di più gli studenti che sceglierebbero di studiare in università del centro nord ma con quale obiettivo?

Inizialmente la scelta era molto semplice in quanto lo studente dopo aver conseguito la laurea in un’università con una fama nazionale rilevante decideva sempre di tornare nella propria terra con un curriculum di tutto rispetto, cosa che ormai non avviene più. 

Secondo gli studiosi la Sicilia sarebbe una regione ormai alla deriva che non investe più in capitale umano, per la formazione e la ricerca, riducendo così le capacità di sviluppo: “Le politiche per il diritto allo studio e i servizi agli studenti gestiti dalla regioni e dallo stato centrale penalizzano maggiormente gli studenti del Mezzogiorno provenienti da famiglie meno abbienti”. 

Allontanarsi dalle proprie famiglie, amici e abitudini è una scelta necessaria per il proprio futuro e una volta conseguita la laurea una grande maggior parte degli studenti, soprattutto provenienti dalle regioni del mezzogiorno, preferisce non fare ritorno a “casa” perchè consapevole di non avere un futuro!

Su una scala nazionale questa situazione si presenta particolarmente preoccupante in Sicilia dove, negli ultimi anni, si è registrato un netto calo nelle immatricolazioni. 

Quanto detto avviene per diverse cause, tra cui la mancata erogazione da parte della Regione di borse di studio per gli studenti idonei e il livello di didattica in diverse facoltà ormai scadente:qui si chiamano chiaramente in causa anche il modo in cui sono stati gestiti gli atenei del Mezzogiorno”. I cambiamenti recenti nei meccanismi di finanziamento degli atenei aumentando fino al 20% la quota premiale legata a risultati conseguiti nella didattica e nella ricerca tendono paradossalmente ad aggravare il quadro, secondo la ricerca, perchè penalizzano le università del Mezzogiorno per la loro inefficienza senza spingerle realmente su un sentiero di miglioramento e di maggiore responsabilizzazione

A questa situazione già più che negativa si aggiungono anche tagli consistenti ai finanziamenti per la ricerca e didattica, infatti secondo il rapporto Res l’Italia riesce ottenere poco più del 23% di laureati, mentre la Sicilia nemmeno il 20%. 

 

Francesca Guglielmino



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