L'opinione

Passaggio di consegne al rettorato di Palermo. Lagalla: “In Sicilia diritto allo studio negato”

Università di Palermo
30 ott 2015 - 10:16

PALERMO - “Ancora oggi in Sicilia abbiamo un diritto allo studio negato“. Lo ha detto il rettore uscente dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, incontrando la stampa alla vigilia del passaggio di consegne con il suo successore Fabrizio Micari.

“La Regione copre il 36,9% del fabbisogno di borse di studio e non ha varato minimamente una legge sul diritto allo studio – spiega – Questo condiziona molto la fidelizzazione dello studente al sistema universitario siciliano. Al tempo stesso, non posso tacere il tema drammatico della disoccupazione e della desertificazione della realtà d’impresa, che scoraggia i giovani e alimenta l’emigrazione intellettuale che induce una desertificazione effettiva e potenziale dei nostri territori”.

“Ho però la consapevolezza di come i nostri laureati, che per il 39% migrano da Palermo per lavoro in altre realtà, nazionali e internazionali, riescano ad affermarsi altrove – sottolinea Lagalla - È una chiara dimostrazione di efficacia dell’attività formativa dell’Università di Palermo e di tutte le altre Università del Sud”.

Parlando dei conti dell’Ateneo del capoluogo siciliano, Lagalla sottolinea che, rispetto a 8 anni fa, quando “le logiche incrementalistiche erano prevalenti e l’Università non faceva eccezione”, Palermo ha dovuto lottare contro “le decisioni del Governo, che ha provveduto a erodere 70 milioni di euro: manovre di equilibrio che non hanno piagato, ne’ piegato, questa Università”.

Secondo Lagalla “il Sud non ha bisogno di trattamenti di favore, ha bisogno però di stimolare a livello locale le politiche a sostegno dell’Università e ha necessità di lavorare selezionando i docenti migliori e procedendo nella strada dell’internazionalizzazione e di quella col rapporto con l’impresa”.

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Redazione NewSicilia



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