Incontro

Palermo, Nino Di Matteo a tu per tu con gli studenti. Il pm: “Non smettete di lottare per ciò in cui credete”

bambini alla libreria tantestorie (2)
8 giu 2016 - 11:29

PALERMO – Un vero e proprio interrogatorio quello che ha visto il pm Nino Di Matteo per una volta, dalla parte opposta a quella da lui solitamente occupata.

Nel corso di un incontro avvenuto presso la libreria Tantestorie di via L. Ariosto 27 A/B di Palermo – a cui hanno preso parte anche le Agende Rosse di Salvatore Borsellino - il magistrato simbolo del processo sulla trattativa tra Stato e mafia ha risposto alle domande degli alunni di alcune scuole medie del palermitano, tra le quali la scuola media Marconi, l’istituto di scuola media “G.A. Borgese XXVII maggio” e il Guastella di Misilmeri.

Giuseppe Castronovo, proprietario della libreria, racconta così la decisione di dare vita all’incontro: “Il nostro obiettivo è stato quello di proporre ai ragazzi di 10, 11 anni, l’incontro con un giudice che fino a qualche anno fa non conoscevano, stimolandoli per capire cosa sanno e dando loro la possibilità di fargli delle domande. Abbiamo mantenuto fino all’ultimo l’anonimato sull’identità dell’ospite anche per una questione di tutela nei confronti del giudice Di Matteo, con il quale lavoriamo già da un anno a questo progetto. Ho chiesto al pm di usare un linguaggio consono a ragazzi di quell’età che spesso non hanno mai sentito parlare di mafia, facendo così una variazione rispetto ai soliti incontri in cui abbiamo avuto a che fare con ragazzi del liceo o dell’università.

Il nostro obiettivo - continua - è quello di iniziare ad informare i ragazzi fin da questa età così delicata, coinvolgendo soprattutto le famiglie, dalle quali deve partire in primo luogo l’esempio e l’informazione. Solo così – conclude – potremo debellare anche il fenomeno del bullismo, andando oltre la prepotenza e diffondendo la cultura della legalità e della cultura”.

Un emozionato Nino Di Matteo ha esordito affermando di aver riflettuto bene prima di dar luogo all’incontro. Ai ragazzi ha infatti confidato: “Ho esitato un po’ prima di accettare l’invito, ma alla fine ho accettato perché a me piace molto parlare di queste cose con i giovani”.

Il pm ha poi continuato il suo discorso illustrando al suo giovanissimo pubblico gli aspetti positivi della legalità e del rispetto delle regole rispetto alla mentalità dei “furbi”: “I furbi o almeno, quelli che si credono tali, agiscono da vigliacchi, colpendo alle spalle i più deboli. Voi ragazzi però dovete e potete aiutarmi a debellare questa mentalità, preludio molto spesso di quella mafiosa. E potete farlo fin dalle vostre scuole: c’è chi vuole fare il furbo cercando di ottenere qualche vantaggio, come un buon voto, o facendo il prepotente, voi dovete diffondere la mentalità che vede il rispetto delle regole al primo posto”.

Per quanto riguarda il bullismo ha inoltre aggiunto: “Se un vostro compagno viene preso in giro vi prego, aiutatelo. Abbiamo bisogno della vostra solidarietà”.

Il pm ha inoltre raccomandato ai ragazzi di non vedere il magistrato come una figura che vuole punire e reprimere, quanto invece come “qualcuno che difende la collettività. Quando capita di dare una condanna a qualcuno, so che sto difendendo i diritti delle vittime di quella persona. Fare rispettare le regole significa difendere i più deboli, e chi rispetta le regole comportandosi secondo giustizia, si rende libero. Non esiste libertà senza giustizia e non c’è giustizia senza la libertà. La libertà di compiere le proprie scelte sulla base della conoscenza, che possiamo sviluppare coltivando l’amore per i libri, per la cultura”.

Ricordando le molte vittime di mafia, Di Matteo ha inoltre affermato di nutrire molte speranze nei confronti delle nuove generazioni. A chi gli chiedeva infatti se ritenesse ancora valida la massima di Giovanni Falcone che vede la mafia come “un fatto umano che ha avuto un inizio e avrà anche una fine” ha risposto: “Non avrei scelto di fare il magistrato se non ci credessi. Io credo che voi cambierete le cose, lo vedo dalla curiosità nei vostri occhi, che quando io avevo la vostra età non vedevo invece in quelli dei miei coetanei. Vi auguro di non avere mai paura di battervi per le vostre idee. Credetemi, è l’augurio più bello che io vi possa fare”.

Guai però a definire eroe Falcone e Borsellino: “Falcone e Borsellino non erano eroi, non avevano cioè nessuna caratteristica che manchi agli esseri umani normali. Erano due uomini coraggiosi e liberi che hanno lottato per le loro idee”.

Tra le domande postegli dai ragazzi, quella riguardante l’intervista di Bruno Vespa a Riina jr che ha riscosso l’ovazione della sala.

Teresa Fabiola Calabria

Redazione NewSicilia



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  • Vale

    Interessante spaccato di un personaggio pubblico, che non nasconde il suo lato umano e anche più riservato.

  • Vale

    Un attento spaccato di un personaggio pubblico, che ne rivela il suo lato più umano e riservato