Iniziativa

Liceo classico di Santa Teresa di Riva ricorda Verro e i Fasci siciliani

Liceo S.Teresa incontro Fasci
6 nov 2015 - 17:12

SANTA TERESA DI RIVA - Gli alunni delle quinte classi del Liceo Classico della cittadina in provincia di Messina, in occasione del centenario della morte di Bernardino Verro (leader del Fascio di Corleone e sindaco del paese), hanno approfondito il tema dei Fasci siciliani dei lavoratori. 

L’attività, organizzata dal dipartimento di storia del Liceo Classico e dall’associazione CINIT Cineforum Italiano, ha previsto la visione in classe del film documentario “1983: l’inchiesta”, e il dibattito con la regista Nella Condorelli e con Rosario Mangiameli, ordinario di storia contemporanea nel dipartimento di scienze politiche dell’Università di Catania.

Il docufilm si basa sull’inchiesta realizzata nell’ottobre del 1893 da Adolfo Rossi, giornalista sceso dal Polesine, che ha attraversato la Sicilia interna a dorso di un mulo passando per luoghi di sfruttamento minorile e povertà e descrivendo quindi, in modo oggettivo, il movimento di protesta che coinvolse decine di paesi e città siciliane con migliaia di iscritti ai Fasci dei lavoratori, stroncati nel sangue da Francesco Crispi nel 1894.

Gli studenti hanno riflettuto sulla lotta popolare che ha visto protagonisti tanti contadini e zolfatari, uomini e donne, che cercavano di abbattere la schiavitù e la mafia dei feudi. Inoltre, i ragazzi hanno avuto modo di cogliere la corrispondenza tra quanto scritto negli articoli del giornalista Rossi, articoli apparsi tra l’ottobre e il novembre 1893 sul quotidiano romano La Tribuna e il lavoro della regista Condorelli, il cui intervento è stato ascoltato con particolare attenzione, specie nell’elogio delle donne siciliane, che avevano sorpreso lo stesso Rossi per il coraggio e la capacità di parlare in pubblico come vere oratrici.

Il prof. Mangiameli, durante la sua relazione, ha spiegato il movimento dei Fasci, partendo dalla questione agraria e dal crollo del prezzo del grano che fecero aumentare la miseria delle famiglie dei lavoratori agricoli, artigiani e operai nelle città siciliane.

Viene inserita quindi la figura di Bernardino Verro, facendo riferimento alla sua collaborazione con altri giovani socialisti come Barbato, De Felice e Bosco, per tentare di dare un significato sociale e politico ai Fasci. Quando però nel 1914 la lista socialista conquistò la maggioranza nel consiglio comunale e Verro divenne sindaco di Corleone, la mafia agraria non perdonò il tradimento degli anni precedenti e lo uccise a sangue freddo, deturpando il cadavere con numerose fucilate: il delitto rimase impunito e la memoria di Verro oltraggiata per sempre.

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Redazione NewSicilia



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