L'incontro

“Un futuro per gli autistici” arriva all’istituto alberghiero di Catania

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8 feb 2015 - 10:28

 CATANIA - Presso l’aula magna dell’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania di via Lizio Bruno è stato organizzato dall’associazione “Un futuro per l’autismo” il primo dei quattro incontri formativi sulle tematiche inerenti l’autismo, rivolto a genitori, insegnanti ed operatori del settore.

Si è parlato in particolare della diagnosi, della presa in carico dei soggetti e le loro famiglie. Gli altri incontri verteranno sulla abilitazione sociale e didattica nelle persone con sindrome di Asperger, per continuare affrontando le problematiche sulle difficoltà e sui problemi scolastici, dall’aspetto legale alle difficoltà dell’inserimento.

Obiettivo dell’associazione è migliorare la qualità di vita degli autistici in tutti i settori, parlando anche degli adulti: è stato presentato il libro “Siblings. Storie di un viaggio” scritto dai fratelli dei ragazzi affetti da autismo, una raccolta di aneddoti dei loro pensieri che riguardano la sofferenza nel bene e nel male.

Ha dato il saluto di benvenuto il dirigente scolastico Daniela Di Piazza sottolineando tematiche che meritano sempre di essere approfondite, per favorirne la comprensione e l’inclusione sociale, e per creare un circuito di benessere tra alunno e famiglia, interagire e confrontarsi con gli operatori, è importante la conoscenza del settore che può fornire strumenti più idonei per aiutare i ragazzi, interpretare le loro esigenze con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio scolastico e integrarli nel territorio.

Fra gli illustri relatori ha aperto l’incontro il Dott. Renato Scifo, responsabile U.O.C. di neuropsichiatria infantile all’ospedale di Acireale, servizi per l’autismo Asp Catania, ha presentato e spiegato l’eziologia dei disturbi dello spettro autistico e l’organizzazione dei servizi dedicati sul territorio, e in particolare si è soffermato sulla realizzazione da parte dell’Asp della nuova struttura per autistici, ad architettura specifica intersemplificata per assecondare la loro natura, di prossima apertura in via Manzella con annesso terreno agricolo per attività di cooperativa integrata. Saranno attuati percorsi formativi con progetti: fattorie sociali, gestione orto interno, giardinaggio bar gastronomia; funzione di co-tutor rivolta all’abilitazione dei disturbi nel settore, che è stata curata nei particolari, cercando di attivare in modo completo le linee guida che l’Assessorato ha già emanato nel 2007; l’assistenza nell’ambito in oggetto oltre all’assistenza rivolta ai minori amplierà il servizio agli adulti, successivamente al day hospital, sarà abbinata la struttura notturna con dieci posti letto.

L’autismo è una grave alterazione della relazione sociale e comunicazione con ripetitività, povertà di fantasia spesso l’esordio avviene nei primi due anni e mezzo circa; nel tempo è stata difficile formulare la diagnosi, il DSM 4 ha dato etichette troppo rigide, e poi con l’evoluzione le caratteristiche cambiavano; adesso la classificazione del DSM 5 è meno differenziata: disturbo disintegrativo dell’infanzia.

È una patologia con componente genetica elevata, e anche alterazione del cromosoma 15 elevato, il rischio dall’80 al 90% nei genitori monozigoti meno rilevante negli zigoti. Rischio genetico dal 2 al 6% nella fratria, nel rapporto maschio/femmina rischio maschile. I dati epidemiologici sono stabili e l’Asp segue più di 1.100 casi e grazie all’intervento precoce si può prevenire l’esito invalidante.

Abbiamo a Catania 332 soggetti autistici di cui adulti 65, fuori provincia 46 (adulti 4); ci sono 70 nuovi casi all’anno, sta aumentando la diagnosi precoce. La dottoressa E. Nerelli, pedagogista educatrice presso l’Asp di Messina e La cittadella della speranza a Nizza, ha focalizzato l’intervento intensivo precoce curriculare rivolto ai bambini affetti da autismo (per evitare che il disturbo si cronicizzi), intervenendo sull’importanza da effettuare subito dopo la diagnosi, e quindi della sua specificità, come richiesto nelle linee guida tecniche convalidate a livello scientifico. Un intervento multidisciplinare che prevede il coinvolgimento attivo da parte di tutte le figure sociali che vivono la quotidianità del bambino autistico.

“Il messaggio che vuole passare, continua, è l’idea della collaborazione in cui tutte le figure sono parte attiva e possono avere valenza educativa”. Le metodologie a cui si attinge sono comportamentali, naturalistiche ed evolutive, ma l’intervento è individualizzato e operativo insieme ai genitori, attraverso training precoci e intensivi, si ribalta la modalità del rapporto con i genitori fuori dal setting. Le potenzialità, poiché ognuno di essi è un’isola di abilità, possono essere coltivati dagli educatori anche attraverso l’arte-terapia. Il presidente dell’associazione dottoressa Vera Caltabiano conclude “è fondamentale il lavoro di rete previsto anche dalla legge regionale, con la diffusione delle buone prassi, sostegno e informazione alle famiglie, corsi di formazione, nonché la collaborazione con gli enti pubblici territoriali preposti all’educazione e alla presa in carico socio-sanitaria”; inoltre sottolinea “le terapie devono essere cucite sulle persone e coerenti negli ambiti in cui si svolgono con un trattamento h 24, e di fronte alle difficoltà, rivalutare e se è il caso modificare”.

La legge economica regionale siciliana, con decreto destina lo 0,1 % del proprio bilancio alle Aziende sanitarie provinciali e in modo specifico ai servizi dedicati ai pazienti con autismo, un’occasione da saper sfruttare. Catania ha iniziato il suo lavoro in rete di diffusione tra società di neuropsichiatria e pediatri, realizzando un questionario specifico con parametri semplici, che consente così di rilevare il rischio di autismo in tempi veloci individuando la problematica e inviando al settore territoriale dell’Asp, il bambino per diagnosi precoce.

Lella Battiato

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Redazione NewSicilia



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