Ambiente

Enna, studenti del S. Chiara al Parco minerario Floristella Grottacalda

7 nov 2014 - 12:25

ENNA – Gli studenti di terza classe del plesso Pascoli dell’Istituto comprensivo S. Chiara, diretto dalla prof.ssa Maria Filippa Amaradio, hanno iniziato le attività di Educazione ambientale con un’escursione al Parco Minerario Floristella Grottacalda.

Intenso è il programma che l’Università di Enna “Kore” sta conducendo, per il terzo anno consecutivo, con gli stessi ragazzi della Pascoli che quest’anno affronteranno le tematiche ambientali legate al mondo vegetale e all’acqua. L’attività didattica rientra nell’attività di ricerca sul monitoraggio ambientale del Lago di Pergusa che la provincia regionale di Enna, quale ente gestore, affida all’ateneo ennese.

I ragazzi, accompagnati dagli insegnanti Stella Romano, Maria Scillia, Annamaria Di Bella, Loredana Caccamo, Luigi Nigrelli e guidati dalla biologa della Kore Rosa Termine, hanno esplorato Floristella fino a raggiungere una zona del parco dove è presente un nucleo di querce; si tratta di un’area di spiccato pregio naturalistico per la presenza della “Quercia congesta” e di alcune piante di sottobosco tra cui l’endemico “Pigamo di Calabria”, una ranunculacea dai fiori lilla presente solo in Sicilia, Calabria e Campania.

Diverse altre piante hanno potuto osservare lungo il percorso, come il bianco e profumato “Narciso autunnale”, numeroso tra gli affioramenti dei luccicanti cristalli di gesso. L’unica delusione dei ragazzi è stata quella di non trovare ad accoglierli il presidente del Parco Giuseppe Lupo, che lo scorso anno aveva intrattenuto questi studenti sull’importanza culturale del Parco Floristella quale sito di archeologia industriale; è stato loro detto che l’Ing. Lupo qualche mese fa ha rassegnato le dimissioni.

“Educare significa anche creare una relazione tra natura e comunità, al fine della tutela delle risorse ambientali del proprio territorio. – dichiara Rosa Termine – Gli alberi, che diamo per scontati e a cui spesso non facciamo caso, rappresentano un’eredità e sono importanti per la vita del pianeta: sono, infatti, sorgente di alimenti e di medicinali; contribuiscono a filtrare e, quindi, a depurare le acque; forniscono l’habitat per milioni di specie vegetali ed animali ed inoltre svolgono un ruolo fondamentale nel mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici”.

” Purtroppo ogni anno 13 milioni di ettari di foreste vengono perduti, – osserva la biologa –  a causa della conversione agricola, della deforestazione, della mancata gestione del territorio e dell’espansione degli insediamenti. Tra gli obiettivi del nostro progetto c’è quello di comprendere l’importanza delle piante, la necessità di tutelare anche i nostri boschi e come sia indispensabile una loro gestione sostenibile per garantirli alle generazioni future”.

Al rientro il gruppo ha fatto una tappa presso la Riserva Naturale Speciale Lago di Pergusa dove ha potuto ammirare le fantastiche evoluzione degli storni che al pomeriggio rientrano nel canneto per dormirvi.

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Redazione NewSicilia



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