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Cemento depotenziato nei pilastri della “De Gasperi” di Aci S. Antonio: chiesti controlli in tutte le scuole del territorio

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28 gen 2017 - 18:28

CATANIA - Il Codacons, dopo il nuovo gravissimo caso di presunta “mala edilizia” che riguarda la scuola “De Gasperi” di Aci Sant’Antonio, che ha portato alla chiusura con effetto immediato del plesso scolastico in questione per la presenza di cemento depotenziato nei pilastri dell’edificio, chiede che i controlli vengano estesi a tutte le scuole del territorio, a garanzia dell’incolumità di tutti i bambini, e annuncia la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Catania affinché si indaghi per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico in atti pubblici e frode nelle pubbliche forniture. Lo rende noto Francesco Tanasi segretario nazionale Codacons.

Infatti, i risultati delle prove di carico e la constatazione in loco all’Istituto “Alcide De Gasperi”-Circonvallazione Via Aldo Moro, avrebbe accertato che la struttura presenta pilastri in cemento depotenziato, inoltre, la relazione tecnica rileva che gli elementi strutturali verificati oltre a dare risultati numerici non rispondenti alle norme ed alle attese, presentano, in qualche caso, uno stato di consistenza del cemento non idoneo ed uno stato di degrado e deformazione dei tondini d’armatura piuttosto accentuato, esteso all’intero sviluppo dei due piani di pilastratura. Inoltre, i valori della resistenza allo schiacciamento sarebbero estremamente bassi, nei punti di maggiore criticità il rapporto risulterebbe essere “quasi cinque volte inferiore rispetto al rapporto previsto dalla normativa vigente all’epoca della costruzione (55 kg/cmq a fronte di quello che avrebbe dovuto essere 250kg/cmq)”.

“Il Codacons, quindi - afferma l’avv. Carmelo Sardella dirigente dell’Ufficio Legale Regionalechiede alla Procura della Repubblica di verificare se il conglomerato intenzionalmente prodotto con una carente quantità di cemento rispetto a quella convenuta abbia apportato un illecito profitto nella fornitura e realizzazione della scuola. Chiede, inoltre, di accertare quali imprese edili risultino coinvolte nell’utilizzo di materiale di scarsa qualità. È necessario scongiurare gravi rischi per l’incolumità pubblica, davanti agli occhi di tutti c’è uno scenario pieno di interrogativi: è solo in questa costruzione che sarebbe stato utilizzato cemento depotenziato? La questione riguarda con certezza solo edifici pubblici o potrebbe essere estesa anche ad un altro tipo di edilizia, quella privata? Riguarda solo Aci Sant’Antonio o la vicenda potrebbe avere ramificazioni anche in altre città interessate da lavori della medesima impresa edile?” conclude Sardella.

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Redazione NewSicilia



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