Irregolarità

Catania: false dichiarazioni all’Ersu giovedì si saprà chi ha rettificato

Guardia di finanza
11 ott 2014 - 13:00

CATANIA – Grande agitazione è derivata dallo scandalo riguardante le false dichiarazioni rilasciate dagli studenti all’Ersu per le loro iscrizioni all’Università di Catania. “È assurdo che, pur appartenendo a famiglie benestanti, molti ragazzi facciano dichiarazioni mendaci per ottenere quella stessa borsa che è fondamentale per la continuazione del percorso di studi di altri”.

Sono queste le parole dei giovani appartenenti all’ateneo catanese che sempre più mostrano indignazione rispetto a questa pratica comune. Riguardo l’argomento il professore Alessandro Cappellani, presidente dell’Ersu, ha ribadito con forza: “Il messaggio che deve essere trasmesso ai giovani è quello di non macchiarsi più di tali reati - e poi ha continuato - questi rappresentano delle ingiustizie che devono essere abituati a condannare”.

Hanno avvertito il clamore anche gli impiegati dell’ufficio assegnazione, che si ripromettono di pubblicare la graduatoria per lunedì 13.

Come previsto dal regolamento dell’Ersu, le dichiarazioni reddituali sono suscettibili di rettifica al momento della pubblicazione delle liste e, per questo, il prossimo giovedì, è prevista una conferenza stampa durante la quale non mancheranno di informare riguardo gli eventuali cambiamenti.

Sempre Cappellani ha precisato: “Purtroppo l’ente Ersu è in grado di fare una verifica riguardo il numero di materie e di crediti conseguiti durante la carriera di uno studente, ma non ha i mezzi per fare lo stesso sulle autocertificazioni di reddito presentate, perché questa è una pratica di competenza della guardia di finanza”.

Proprio per rendere le procedure più limpide possibili, già negli scorsi anni, il presidente dell’Ersu ha fatto in modo che le pratiche avvenissero al computer il che annulla la discrezionalità dei dirigenti e, nel dicembre 2013, è stato siglato un protocollo d’intesa con il comandante generale della guardia di finanza per una maggiore tutela dei ragazzi.

Sempre Cappellani ha aggiunto “L’Ersu vuole essere un servizio helping per i ragazzi che si comportano correttamente e che hanno diritto a beneficiare dei contributi. Casi come questi sono capitati anche a Roma, ma riguardavano soprattutto le iscrizioni degli studenti stranieri”.

Alla luce di quanto accaduto, non è chiaro se sia meglio augurarsi che queste rettifiche avvengano. Da un lato sarebbe una prova riguardante le illecite procedure, dall’altro mostrerebbe che una effettiva sensibilizzazione è avvenuta.

Noi, infatti, ribadiamo con forza che le sanzioni arrivano fino a 25 mila euro o il pagamento di tre volte l’importo dell’agevolazione percepita illecitamente.

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Vittoria Marletta



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