Incontri

Catania, continuano assemblee contro la “buona scuola”

Adrano
7 mar 2016 - 18:16

CATANIA - Continuano le assemblee nelle scuole della provincia di Catania contro la buona scuola del governo Renzi. 

A continuare la “battaglia” è in particolare la Flc Cgil che, stamani al circolo didattico di Adrano (e domani all’Istituto comprensivo Falcone di San Giovanni la Punta) ha incontrato i docenti e il personale ATA.

A mobilitarsi contro il taglio dei fondi contrattuali e la riduzione della retribuzione sono anche i dirigenti scolastici che hanno sottoscritto il documento stilato dai sindacati scuola FLC CGIL Catania, Cisl Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, presentato al prefetto di Palermo, indirizzato al premier Renzi, alla ministra Giannni, al sottosegretario Faraone, mentre è stata già avanzata la richiesta di incontro nazionale al MIUR.

Nello specifico, nel documento viene esposta la situazione della dirigenza scolastica così come confezionata dalla legge 107/2015 sulla buona scuola, indicata “come punta di diamante di una visione centralizzata dei controlli e l’applicazione di una sempre verde visione brunettiana della Pubblica amministrazione”.

“A fronte dell’incremento continuo delle responsabilità, del crescendo esponenziale di molestie burocratiche con orari di lavoro insostenibili – si legge nella nota sottoscritta dalle organizzazioni sindacali – se ne bloccano i contratti, si introducono meccanismi di valutazione premiale affidata a ispettori che non ricoprono l’incarico perché vincitori di pubblici concorsi, ma perché scelti direttamente dall’amministrazione con criteri soggetti ad ampia facoltà discrezionale”.

“Il piano del governo rivela tanto l’attacco alla retribuzione dei dirigenti scolastici ed alle loro pensioni (e liquidazioni) – prosegue il documento – quanto la costruzione di una valutazione gestita da controllori di “nomina centrale” che consegna ai Direttori Generali Regionali la possibilità di premiare alcuni dirigenti a scapito della retribuzione degli altri”.

E ancora: “La valutazione dei dirigenti e la diversificazione della loro retribuzione diventerebbero concreti strumenti di subordinazione che si aggiungerebbero alla discrezionalità dei Direttori nel conferimento e nel mutamento degli incarichi dirigenziali e nell’assegnazione delle reggenze e degli incarichi obbligatori rendendo più deboli i dirigenti davanti all’Amministrazione”.

Già nei giorni scorsi le sigle sindacali avevano rilanciato la mobilitazione nazionale anche per il riconoscimento del valore del lavoro del personale ATA: amministrativi, tecnici e ausiliari per le insostenibili condizioni di lavoro senza garanzie di stabilità né continuità professionale. Oltre duecento lavoratori hanno partecipato all’assemblea unitaria con i sindacati che si è svolta alla scuola Pizzigoni di Catania per una legge (107/2015) che non ha aperto alcuno spiraglio ai lavoratori ATA: né scorrimento di graduatoria né sblocchi di assunzioni.  

Anche sul fronte dei docenti, il clima resta teso, in riferimento sia agli insegnanti della scuola d’infanzia sia ai precari storici tagliati fuori dalla stabilizzazione e per i quali la mobilitazione è già stata avviata la settimana scorsa.

I prossimi appuntamenti saranno: mercoledì 9 marzo all’istituto Pizzigoni di Catania (dalle ore 11,30 alle ore 13,30); giovedì 10 marzo alla scuola Castiglione di Bronte (dalle ore 11,30 alle ore 13,30); venerdì 11 marzo al liceo scientifico Archimede di Acireale (dalle ore 11,30 alle ore 13,30); lunedì 14 marzo all’istituto Fermi-Guttuso di Giarre (dalle ore 11,30 alle ore 13,30); martedì, 15 marzo all’istituto Orlando di Militello (dalle ore 11,30 alle ore 13,30) ed infine mercoledì 16 marzo all’ IPSIA Dalla Chiesa di Caltagirone (dalle ore 11,30 alle ore 13,30).

Rossana Nicolosi



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