Istruzione

Catania, arriva il regolamento per una “scuola partecipata”

scuola partecipata
31 ott 2014 - 14:19

CATANIA - Pronta la bozza di regolamento per una scuola “partecipata” redatta grazie allo sforzo del consigliere di Articolo 4 Sebastiano Arcidiacono che ha raccolto le istanze del mondo della scuola e dell’istruzione. Il regolamento contiene 17 articoli e particolarmente pregnante è il primo: “Il Comune di Catania riconosce alla scuola il ruolo di motore del cambiamento e dell’innovazione sociale”.

Molto spesso bistrattata la scuola riveste un ruolo fondamentale specie a Catania, ove si registrano alti tassi di evasione scolastica, in alcuni quartieri in particolare. Questa mattina Arcidiacono – congiuntamente a un folto drappello di colleghi consiglieri (tra i tanti Niccolò Notarbartolo, Giuseppe Castiglione, Ersilia Saverino e Salvo Giuffrida) – ha presentato le linee guida del regolamento che punta alla valorizzazione dei locali e delle attrezzature delle scuole di proprietà comunali, alla presenza di diversi dirigenti scolastici che fattivamente hanno contribuito alla redazione del testo.

“In particolare – spiega Arcidiacono – il documento mira a promuovere la presenza del volontariato nelle scuole che può offrire tantissimo in termini di supporto alla didattica ma anche di interventi strutturali come riparazioni e manutenzioni”.

“Inoltre – prosegue il consigliere - sentendo le varie esigenze del mondo della scuola occorre ripensare all’uso delle attrezzature scolastiche: sono un bene di tutta la comunità. Infine è prevista una regolamentazione delle attività commerciali di somministrazione di bevande e alimenti all’interno degli istituti”.

La politica – al di là delle appartenenze – si è stretta attorno alla proposta estesa dal consigliere Arcidiacono e dalla collega Mastrandrea.

“Il mio gruppo - spiega Giuseppe Castiglione di Grande Catania – voterà a favore e ringrazio i dirigenti scolastici per il loro impegno a favore del regolamento”.

Anche il consigliere del Pd Niccolò Notarbartolo ha sottolineato l’importanza del regolamento proposto: “Si tratta di un atto dal grande valore politico che instilla la cultura del bene pubblico. Viviamo in un tempo in cui c’è l’incapacità dello Stato di trasmettere dei segnali in questo senso e i Comuni spesso non danno strumenti di partecipazione”.

La bozza, per i prossimi quindici giorni, potrà essere soggetta a proposte di modifica da parte degli istituti scolastici e poi sarà presentata in consiglio comunale, sperando in tempi celeri e non elefantiaci che spesso bloccano l’attività del civico consesso.

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Andrea Sessa



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