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Appello dei vescovi siciliani per salvare la formazione professionale

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12 ott 2014 - 10:36

BAIDA (PA) - Si è svolta in questo fine settimana la sessione autunnale della Conferenza Episcopale Siciliana. I lavori presieduti dal card. Paolo Romeo, si sono svolti inizialmente in sessione pubblica presso la casa diocesana “Card. Pappalardo”, a Baida (Palermo). I presuli, nella sede della Conferenza Episcopale Siciliana, hanno affrontato i punti all’ordine del giorno.

Nella relazione finale si parla di formazione professionale e si auspica “una politica della formazione professionale che progetti e programmi a garanzia dei ragazzi, dei giovani, dei lavoratori, del bene comune e dello sviluppo economico-professionale della nostra Sicilia”.

Non è la prima volta che i vescovi delle chiese di Sicilia lanciano l’allarme alla società civile sulla formazione professionale. In questi giorni, infatti, si dibatte sui tavoli politici e sindacali su ipotesi e modalità di riforme del sistema. Intanto, si moltiplicano le proteste e gli scioperi a oltranza nelle piazze siciliane.

I prelati, nella sessione autunnale della CESi, si fanno interpreti del “disagio dei 1.500 operatori del settore in Sicilia che non ricevono da oltre un anno gli stipendi, pur continuando a svolgere il loro compito educativo e sociale”.

E sottolineano con estrema chiarezza le disfunzioni del sistema siciliano. “Ad oggi 2.500 minori in obbligo di istruzione, iscritti ai percorsi di formazione per l’anno 2014/2015, non hanno alcuna garanzia in merito alla prosecuzione del loro percorso scolastico”, recita la relazione finale della sessione.

“Inoltre oltre 3.500 allievi minori iscritti alle terze annualità dell’anno scolastico 2013/2014 non sono ancora in aula dopo oltre un anno dal naturale avvio delle attività, non possono fruire del loro diritto e di fatto hanno perduto un anno della loro vita, trovandosi in dispersione scolastica e fuori da ogni circuito didattico, facili prede di tutte le mafie”.

La Conferenza Episcopale siciliana auspica che “vengano sbloccati i pagamenti pregressi per evitare la chiusura degli enti e il licenziamento del personale con le conseguenti condizioni di emergenza sociale per le famiglie coinvolte: una situazione che la Sicilia non può permettersi!”

Paolo Buttiglieri

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Redazione NewSicilia



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