Medicina

ZIKA: virus emergente anche in gravidanza

ettore
26 ago 2016 - 06:55

Giuseppe_Ettore

Il virus Zika si diffonde maggiormente attraverso la puntura di una zanzara infetta del genere Aedes, la stessa che trasmette il virus della febbre gialla, della dengue e della chikungunya, ma può trasmettersi anche per via sessuale da persona con virus a partner.

La zanzara tigre (Aedes albopictus), presente nel nostro territorio, potrebbe trasmettere il virus Zika. L’infezione da virus Zika, contratta durante la gravidanza, è stata associata all’insorgenza di gravi complicanze e malformazioni neurologiche congenite (microcefalia).

Il virus Zika è molto simile a quelli della dengue, della febbre gialla, dell’encefalite giapponese e del Nilo occidentale. È stato isolato nel 1947 nelle foreste di Zika (Uganda), in una scimmia Rhesus durante uno studio sulla trasmissione della febbre gialla. Dal 2015 un’epidemia di virus Zika si sta diffondendo nelle Americhe, Africa (Capo Verde) e Estremo oriente. In Italia il maggior numero di casi importati proviene dalla Repubblica Domenicana (Santo Domingo) e dal Brasile (30 giugno 2016).

Le manifestazioni cliniche della malattia sono in genere simili a quelle di dengue e chikungunya. Si tratta di sintomi lievi come febbricola, malessere, eruzioni cutanee (soprattutto maculo-papulari), congiuntivite, mal di testa, dolori articolari e muscolari. Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica. Vi è consenso scientifico che l’infezione da virus Zika, oltre ad essere associata all’insorgenza di microcefalia e altre malformazioni nel nascituro, se contratta durante la gravidanza, possa essere anche causa di complicanze neurologiche come la sindrome di Guillan-Barré.

Il 1° febbraio 2016, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che i casi di microcefalia e altri disordini neurologici potenzialmente associati al virus Zika riportati dal Brasile e dalla Polinesia francese sono un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.

Al momento non è disponibile alcun vaccino contro il virus Zika. Per questo l’unico modo per prevenire l’infezione è evitare di essere punti dalle zanzare. È stata documentata la trasmissione del virus Zika da donne in gravidanza ai loro feti. L’infezione da virus Zika in prossimità del termine potrebbe potenzialmente essere trasmessa sia durante la gravidanza che al momento del parto, anche se questo non è stato scientificamente provato fino ad oggi.

Il virus Zika è stato rilevato nel latte materno, ma non vi è attualmente alcuna prova che il virus si trasmetta ai bambini attraverso l’allattamento al seno. L’OMS raccomanda l’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita. Se e quando avere una gravidanza dovrebbe essere una decisione personale, sulla base di informazioni complete e la possibilità di accesso ai servizi sanitari di qualità, a prezzi accessibili. Le donne che vogliono rimandare la gravidanza dovrebbero avere accesso a una serie completa di opzioni contraccettive reversibili, a lunga o breve durata d’azione. Dovrebbero essere informate anche della doppia protezione fornita dai preservativi contro le infezioni sessualmente trasmesse. Non ci sono problemi di sicurezza noti per quanto riguarda l’uso di metodi contraccettivi ormonali o di barriera per le donne o ragazze adolescenti a rischio di virus Zika, le donne con diagnosi di infezione da virus Zika, o donne e adolescenti in trattamento per l’infezione da virus Zika. La maggior parte delle donne nelle aree affette da Zika partorirà neonati normali.

L’ecografia precoce non è affidabile per diagnosticare malformazioni fetali. L’OMS raccomanda di ripetere l’ecografia del feto alla fine del secondo o all’inizio del terzo trimestre (preferibilmente fra 28 e 30 settimane) per identificare una possibile microcefalia fetale e/o altre anomalie cerebrali quando sono facilmente riconoscibili. Quando possibile, si raccomanda di effettuare lo screening del liquido amniotico per evidenziare anomalie e infezioni congenite, incluso il virus Zika, specialmente in caso di donne risultate negative per Zika, ma in cui l’ecografia indica anomalie cerebrali del feto. In base alla prognosi delle anomalie cerebrali fetali associate, la donna – e il suo partner se la donna lo desidera – dovrebbe poter usufruire di una consulenza non direttiva, in modo che, d’intesa col suo medico, possa effettuare una scelta pienamente informata circa i successivi passi nella gestione della gravidanza. Le donne che decidono di portare a termine la gravidanza dovrebbero ricevere un’assistenza e un sostegno adeguati per gestire l’ansia, lo stress e l’ambiente della nascita. Dovrebbero essere discussi coi genitori, in consultazione con un pediatra o con un neurologo pediatrico i piani per l’assistenza e la gestione del neonato immediatamente dopo la nascita.

Le donne che vogliano interrompere la gravidanza dovrebbero ricevere informazioni precise circa le loro opzioni nei limiti stabiliti di legge, compresa la riduzione del danno laddove la cura desiderata non fosse immediatamente disponibile. Le donne, quali che siano le loro scelte individuali per quanto riguarda la gravidanza, devono essere trattate con rispetto e dignità.

Redazione NewSicilia



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