Medicina

Utilizzo degli inositoli nella PCOS

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25 apr 2016 - 06:11

Massimo Buscema

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è la causa più frequente di irregolarità mestruali nelle donne. La diagnosi viene posta secondo il criterio di Rotterdam se presenti almeno due dei tre criteri proposti, che sono: la presenza di segni clinici di iperadrogenismo (acne, defluvium capitis o aumento dei peli terminali valutati con l’indice di Ferriman-Gallway) o la presenza di elevati livelli di ormoni androgeni nel sangue o ancora le irregolarità dei cicli mestruali con oligoamenorrea ed infine un quadro ecografico di ovaio policistico.

La PCOS non è caratterizzata solo dalla presenza delle alterazioni suddette ma è associata anche alla presenza di varie alterazioni metaboliche. Tra le cause principali della PCOS c’è l’insulino-resistenza e l’iperinsulinemia. Spesso il quadro è peggiorato dalla presenza di obesità che in queste pazienti è molto frequente. Queste pazienti sono a maggiore rischio di sviluppare il diabete mellito tipo 2 e la sindrome metabolica; hanno una maggiore prevalenza di ipertensione arteriosa e dislipidemia aterogena.

Le linee guida riconoscono nella dieta e nell’attività fisica i principali approcci terapeutici. I farmaci insulino-sensibilizzati come la metformina possono trovare indicazione in queste pazienti. Inoltre numerosi studi hanno dimostrato che l’insulino-resistenza nelle pazienti con PCOS può essere in parte legata alle alterazioni del metabolismo di alcune molecole rappresentate dagli inositoli; questi sono polialcoli presenti in natura con diverse conformazioni e le principali sono il D-chiro inositolo ed il mio-inositolo.

Gli inositoli sono presenti nella cellula in diversi modi, intervengono in numerosi processi cellulari e sono fondamentali anche nel mantenimento della strutture cellulare. Sono presenti nei fosfolipidi di membrana; intervengono in alcuni processi di trasduzione del segnale come secondi messaggeri, infatti nella forma di fosfoinositidi danno origine a due composti, il diacilglicerolo (DAG) ed l’inositolo trifosfato (IP3) coinvolti come secondi messaggeri in numerosi processi cellulari. Inoltre gli inositoli sono presenti come inositolfosfoglicani e sotto tale forma sono coinvolti nella trasduzione del segnale cellulare generato dal legame dell’insulina al suo recettore, riuscendo a regolare enzimi chiave nel metabolismo ossidativo e non ossidativo dei carboidrati e nel metabolismo dei lipidi. Hanno un ruolo nella maturazione degli ovociti.

Il mio ed il D-chiro inositolo sono riconosciuti come sostanze con attività insulino-sensibilizzante. Il mio-inositolo è la forma più abbondante in natura e viene trasformato in D-chiro inositolo ad opera di un enzima. Molti studi dimostrano che nella PCOS la terapia sia con D-chiro inositolo che con il mio-inositolo migliora la resistenza insulinica e le alterazioni metaboliche nelle pazienti con PCOS; migliora anche le alterazioni androgeno-correlate come la peluria e l’acne.

La terapia con mio-inositolo ha un effetto positivo sulla qualità degli ovociti. La terapia oggi prevede anche l’associazione dei due isomeri con un rapporto che dovrebbe mimare quello fisiologico ossia maggiore concentrazione di mio-inositolo rispetto al D-chiro inositolo. Quindi l’utilizzo di queste sostanze può favorevolmente migliorare il quadro clinico e metabolico di queste pazienti.

Redazione NewSicilia



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