Medicina

La torsione ovarica: diagnosi e trattamento

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7 ott 2016 - 06:36

Giuseppe_Ettore

La torsione ovarica è la rotazione, parziale o completa, dell’ovaio sul proprio peduncolo vascolare, con interruzione parziale o totale del flusso di sangue che in entrata ed in uscita dall’ovaio. In un primo tempo questo evento causa congestione del tessuto ovarico che, non trattata, porta alla necrosi dell’ovaio. Il fenomeno è più comune nelle adolescenti e nelle giovani donne rispetto all’età più avanzata. La torsione di un ovaio normale è decisamente più frequente nell’infanzia, probabilmente a causa della maggiore mobilità degli annessi; la maggior parte dei casi è però associata alla presenza di masse ovariche (cisti, neoplasie) che fungono da fulcro per la torsione. Il processo può coinvolgere solo l’ovaio, ma più di frequente interessa anche le tube.

Circa il 60% delle torsioni è destro. Nel 20% dei casi si tratta di donne in stato di gravidanza, con molta probabilità perché durante le fasi iniziali della gravidanza la presenza di una cisti luteinica ingrandita predispone l’ovaio alla torsione. Inoltre è più frequente in caso d’induzione dell’ovulazione come trattamento per la sterilità, situazione in cui si hanno numerose cisti luteiniche contemporaneamente. La torsione ovarica è una causa rara ma significativa di dolore addominale. La presentazione clinica è caratterizzata da sintomi aspecifici: i pochi segni fisici distintivi possono far ritardare la diagnosi e il trattamento che, al contrario, dovrebbero essere tempestivi. Infatti, secondo studi statunitensi, la torsione ovarica rappresenta l’emergenza chirurgica ginecologica più comune. Il sintomo caratteristico della torsione ovarica è un dolore nella maggior parte dei casi improvviso, severo, unilaterale e intermittente; localizzato alla regione più bassa dell’addome, si può irradiare posteriormente, lateralmente e alla coscia e può persistere per ore. In circa un quarto dei casi, il dolore è invece diffuso in entrambe le parti dell’addome inferiore.

Nella maggioranza dei casi sono presenti anche nausea e vomito e, talora, diarrea e costipazione. La paziente può inoltre avvertire tensione nell’area del basso ventre e può comparire febbre e tachicardia.

La torsione ovarica deve sempre essere trattata chirurgicamente: nei casi meno gravi è possibile una detorsione per via laparoscopica. Se l’ovaio è profondamente ingrandito la torsione è più probabile, pertanto durante l’intervento l’ovaio potrà essere fissato alla parete pelvica. Per il controllo del dolore, una volta che sia stata posta la diagnosi vengono prescritti farmaci antidolorifici o antinfiammatori non steroidei (FANS); quando il dolore è severo possono essere somministrati anche oppioidi. Nausea e vomito sono trattati con antiemetici. Se la torsione ovarica è diagnosticata presto e trattata subito la prognosi è favorevole, mentre se la diagnosi non viene posta correttamente può peggiorare, provocando necrosi del tessuto ovarico coinvolto con possibile comparsa di complicanze, anche gravi, e sterilità.

Ecograficamente si riscontra un corpo luteo di dimensioni aumentate, fluido nel cavo del Douglas; la visione laparoscopica conferma la quantità di liquido nel cavo e in base al colorito dell’ovaio il grado di coinvolgimento dello stesso, infatti se visibilmente in necrosi si procede con annessiectomia.

Redazione NewSicilia



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