Medicina

Studi aperti dalle 8 alle 24, l’esperto Giardina: “Ci sono i pro e i contro”

Gaetano Giardina
17 apr 2016 - 18:11

CATANIA - Studi aperti dalle 8 alle 24. Nelle ore notturne entra in campo il 118, che prenderà in carico le urgenze e rinvierà al medico di famiglia, al mattino, i casi che possono aspettare. Sulla carta niente più file per pagare ticket e prenotare visite perché si farà tutto nello studio medico di famiglia, a seconda degli accordi regionali.

Queste sono le novità previste nel rinnovo della convenzione di medicina generale, approvato dal Comitato di settore sanità delle Regioni, per poi essere trasmesso alla Sisac che, presumibilmente, potrebbe riavviare le trattative già dal prossimo mese di maggio.

La novità di maggior rilevo, come detto, è quella che assicura agli assistiti la disponibilità del medico per 16 ore al giorno, sette giorni su sette. Una continuità assistenziale che dovrà essere garantita dalle 8 del mattino alla mezzanotte da medici di famiglia e guardia medica, oramai assimilati in un ruolo unico.

Nelle ore notturne, quando le chiamate per medico si limitano in media da una a due, a dare risposte ai cittadini ci penserà il 118. In sostanza, significherebbe avere più medici disponibili nell’arco della giornata, andando a coprire anche fasce orarie prima poco coperte o del tutto scoperte.

Ed ecco l’opinione di un medico di famiglia, Gaetano Giardina, che fa questa professione da 35 anni e ha visto diversi cambiamenti: “Sicuramente c’è molta più burocrazia e il medico di famiglia deve essere preparato su quante più cose possibile ma, ancor di più, deve saper ascoltare”. 

Nello specifico, ecco come potrebbe cambiare il sistema con i medici a disposizione per 16 ore: “La cosa che bisognerà fare è omogeneizzare le attività dei medici convenzionati e dei professionisti sanitari attraverso strumenti informatici e telematici, senza scollare il rapporto tra paziente e medico. Inoltre – prosegue Giardina – sarà importante l’aggregazione funzionale territoriale (AFT) che servirà a gestire l’erogazione dell’assistenza da parte dei medici, dei pediatri e degli specialisti in un bacino di utenza che non superi i 30 mila abitanti. La struttura di riferimento sarà l’Unità Complessa di Cure Primarie (UCCP) che garantirà l’erogazione delle prestazioni assistenziali tramite il coordinamento e l’integrazione dei medici, dell’assistenza infermieristica, ostetrica, tecnica, riabilitativa, ed assicura l’accesso per l’assistenza sociale ed i servizi per la prevenzione e del sociale a rilevanza sanitaria. L’AFT dei medici di cure primarie e quelle dei pediatri di libera scelta dovranno garantire assistenza dalle ore 8,00 alle ore 20,00 dei giorni feriali dal lunedì al venerdì, mentre i medici di cure primarie assicureranno la loro attività tutti i giorni dalle ore 20,00 alle ore 24,00 e nei giorni di sabato e festivi dalle ore 8,00 alle ore 20,00″.

Con queste modifiche, cambierà anche il ruolo della guardia medica, tanto discussa negli ultimi tempi: “Verrà integrata negli edifici di pubblica accoglienza per dare risposte ai cittadini”.

Come in tutte le cose ci sono aspetti positivi e negativi. Ecco cosa accadrebbe dal punto di vista dei posti di lavoro e nelle ore notturne: “Non credo che ci saranno più posti di lavoro - spiega Giardina - perché bisognerebbe rivedere anche il rapporto ottimale. Inoltre, nelle ore notturne, si correrà il rischio di chiamare il 118 anche per problematiche non urgenti, ma ogni accesso ai sanitari ha un costo”.

Andrea Lo Giudice



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