Medicina

La stenosi aortica e l’ecocardiografia

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7 feb 2017 - 06:39

L’ecocardiografia rappresenta la metodica diagnostica di riferimento per la diagnosi, la stadiazione ed il follow-up della stenosi aortica. Questa metodica consente di valutare l’eziologia e la severità della stenosi valvolare; di definire il grado di calcificazione valvolare; di valutare il grado di compromissione cardiaca e gli spessori parietali ed infine di identificare l’eventuale coesistenza di altre lesioni valvolari o di patologie a carico dell’aorta. In particolare, ecocardiogramma con il color-doppler permette di quantificare l’entità della stenosi valvolare aortica, utile a sua volta per la scelta terapeutica.

Tramite essa si ricorre al calcolo principalmente di tre parametri: l’area valvolare aortica; il gradiente trans valvolare; il picco di velocità del jet sistolico aortico anterogrado.

Una stenosi aortica viene definita severa sulla base di un’area valvolare <0,8 cm2 e un gradiente pressorio medio >50 mmHg, in presenza di una normale portata cardiaca. Tenuto conto che il gradiente pressorio transvalvolare è condizionato dal volume di flusso, la misurazione dell’area valvolare rappresenterebbe, in linea teorica, il modo ideale di quantificare la severità della stenosi aortica. Tuttavia la misurazione dell’area valvolare è operatore-dipendente e nella pratica clinica fornisce una stima meno attendibile rispetto a quella ottenibile con il calcolo del gradiente.

Ne deriva che non può essere fatto affidamento alla sola area valvolare ai fini del processo decisionale clinico, ma questa dovrebbe essere considerata in combinazione con la valutazione della velocità di flusso, del gradiente pressorio, della funzione ventricolare, delle dimensioni e spessori parietali ventricolari, del grado di calcificazione valvolare e della pressione sanguigna, nonché dello stato funzionale.

Con la collaborazione della dott.ssa Ilenia Di Liberto

Corrado-Tamburino

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Redazione NewSicilia



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