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Sostanze cancerogene nei Pampers: possibili rischi per la salute dei più piccoli

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26 ott 2016 - 09:13

PALERMO - Attenzione ai vostri bambini! Secondo quanto comunicato dal presidente dello “Sportello dei Diritti”, Giovanni D’Agata, la salute dei più piccini sarebbe a rischio a causa della presenza, nei pannolini Pampers, di sostanze cancerogene.

“Recenti indagini sugli effetti derivati del petrolio IPA, noti anche come idrocarburi policiclici aromatici che si trovano a livelli bassi, nei pannolini per i neonati, sostanza dichiarata cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC)”.

In particolare, “secondo uno studio dell’Associazione Santé Environnement France i pannolini Pampers, diffusi in tutto il mondo, contengono derivati del petrolio IPA, classificati come cancerogeni da parte dell’Unione europea”.

Paradossalmente, questi IPA, cioè la benzoanthracene e crisene chiamato “petrolato” sulla confezione, sarebbero utilizzati per rendere i pannolini meno irritanti per i glutei dei lattanti, mentre sono considerati potenzialmente tossici. Tuttavia, le normative europee tollerano la presenza, a condizione che non superi 0,2 mg / kg. Nello specifico, la quantità di queste sostanze cancerogene rilevate nei Pampers rimane al di sotto del limite legale. Il problema è che questi componenti sono considerati cancerogeni dall’Unione Europea.

“Le sostanze benzo (a) pirene, benzo (e) pirene, benzo (a) antracene, crisene, benzo (b) fluorantene, benzo (j) fluorantene, benzo (k) fluorantene e dibenzo (a, h) antracene, qui di seguito denominati ‘idrocarburi policiclici aromatici (IPA)’, sono classificate come cancerogene di categoria 1B, conformemente all’allegato VI del regolamento (CE) n.1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele” si legge sul sito web dell’UE.

Va inoltre aggiunto la significativa esposizione giornaliero a questi agenti cancerogeni per i neonati fino 2-3 anni. Ma secondo la direttrice dell’Asef , Ludivine Ferrer, ci sono delle cose da chiarire. Anche se la quantità è legale, contesta il fatto che le parti intime dei bambini siano esposte a questi prodotti.

Redazione NewSicilia



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