Iniziativa

Lo Snami avvia campagna di sensibilizzazione all’educazione sanitaria

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15 mar 2016 - 18:19

CATANIA - Dopo la bufera sulla chiusura dei laboratori clinici lo Snami, Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, punta il dito sulle troppe prescrizioni di protettori gastrici.

Secondo i dati resi noti dall’Osmed, Osservatorio sull’Impiego dei medicinali, è emerso anche un uso smisurato e troppo frequente da parte dei pazienti di questo genere di farmaci. Secondo alcune ricerche ci sarebbe un nesso tra l’utilizzo troppo prolungato di protettori gastrici e varie patologie come la sindrome da malassorbimento.

Su questa scia lo Snami di Catania sta per iniziare una campagna di sensibilizzazione all’educazione sanitaria della popolazione, contro l’uso inappropriato di inibitori alias protettori gastrici. 

Ad esprimersi su questa nuova iniziativa è stato il presidente Snami, Francesco Pecora: “Il nome trae spesso in inganno perché si pensa che ‘proteggano’ e perciò usati sempre con l’idea che possano fare solo del bene. Ormai è sufficiente che una persona abbia da assumere qualche sostanza farmacologica per associare alla prescrizione un ‘protettore’. In molti partono dall’assunto secondo cui un protettore gastrico non lo si neghi a nessuno. È sbagliato. L’educazione sanitaria dovrebbe essere svolta anche da altre istituzioni. L’azione di questi interferisce pesantemente con la digestione ed assorbimento dei cibi. Con una ridotta acidità gastrica gli enzimi digestivi non possono funzionare, così alimenti complessi arrivano nell’intestino senza essere stati completamente demoliti e ridotti ad elementi semplici”.

“L’uso di ‘protettori gastrici’, come dimostrato fin dal 2003, – continua il presidente Snami Francesco Pecora –  potrebbe generare allergie alimentari anche gravi e stimolare ‘l’infiammazione’ da cibo. Ecco il perché di tante nuove intolleranze o pseudo taliQuando si affronta un problema cronico è indispensabile cercare di tenere in considerazione l’intero organismo. È importante non abusare dei ‘protettori’, distogliendo i pazienti da un uso auto prescrittivo. Occorre ascoltare sempre i consigli del proprio medico di famiglia, considerando la  possibilità di ricorrere ad alternative terapeutiche valide, insieme a modifiche dello stile di vita“.

Francesca Guglielmino



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